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10 Aprile 2026
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Libano, colpi israeliani contro convoglio italiano Unifil: Meloni e Crosetto condannano l’episodio

Nessun ferito, ma un veicolo danneggiato. Governo e Difesa chiedono chiarimenti immediati a Israele e ribadiscono la tutela dei militari italiani sotto mandato ONU

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Tensione elevata nel sud del Libano, dove un convoglio italiano dell’Unifil, diretto da Shama a Beirut, è stato fermato e colpito da spari di avvertimento da parte dell’Idf. Nessun militare è rimasto ferito, ma un veicolo ha subito danni lievi, costringendo la colonna a rientrare immediatamente alla base.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha denunciato l’accaduto definendo la situazione “inaccettabile” e ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, presso la Farnesina, per ottenere chiarimenti. “I militari italiani non possono essere messi in pericolo. Le forze israeliane non hanno alcuna autorità di intervento sul personale italiano”, ha dichiarato Tajani.

Ferma condanna del governo

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attraverso una nota di Palazzo Chigi, ha espresso una condanna netta: “Un convoglio italiano chiaramente identificabile è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano. Episodi di questo tipo sono inaccettabili”.

Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di un evento grave: “Si tratta di un episodio inaccettabile. Il personale italiano opera sotto l’egida dell’ONU, con compiti di garanzia della pace. Esposizioni a rischi da parte di forze esterne non possono essere tollerate”. Crosetto ha aggiunto che il convoglio, fermato a circa due chilometri dalla base di partenza, ha fatto rientro immediato e che non ci sono feriti, ma che la sicurezza dei caschi blu non può essere messa in discussione.

Appello alla comunità internazionale

Il ministro ha rivolto un appello urgente alle Nazioni Unite: intervenire con le autorità israeliane per garantire la sicurezza del contingente italiano e del personale Unifil, ribadendo il rispetto del mandato e la protezione dei militari italiani. “L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretenderà il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari. Eventi simili non devono ripetersi”, ha concluso Crosetto.

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