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9 Aprile 2026
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Agricoltura in ginocchio, Coldiretti lancia l’allarme da Policoro: “Risorse UE o produzione a rischio”

Tremila soci di Calabria e Basilicata si mobilitano contro l'esplosione dei costi energetici e l'urea a prezzi record. Serve un piano di sostegno per blindare la sovranità alimentare del Mezzogiorno.

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La piana di Policoro è diventata il centro della protesta agricola del Sud Italia. Tremila soci Coldiretti, provenienti da Calabria e Basilicata, si sono riuniti al Palaercole per denunciare una crisi che minaccia di scardinare gli asset strategici del settore primario. Insieme ai vertici nazionali dell’organizzazione, il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è emersa la necessità vitale di un intervento strutturale dell’Unione Europea. L’obiettivo è chiaro: garantire la continuità produttiva di fronte a costi di produzione ormai fuori controllo, proteggendo non solo le imprese ma anche i cittadini consumatori da ulteriori shock sui prezzi dei beni alimentari.

Gasolio e fertilizzanti: la spirale delle speculazioni

I numeri portati in piazza raccontano un’economia di guerra: il prezzo del gasolio agricolo ha toccato punte di 1,51 euro al litro, partendo da una base di 0,85 euro, con rincari che penalizzano ferocemente Puglia e Sicilia. Non va meglio sul fronte dei fertilizzanti: l’urea ha raggiunto gli 835 euro a tonnellata, gravando sulle aziende con un costo extra che sfiora i 200 euro per singolo ettaro. Per contrastare questa tendenza, Coldiretti chiede l’esclusione immediata dei fertilizzanti dal sistema Ets e l’estensione del credito d’imposta già previsto per il settore della pesca. La strategia proposta punta inoltre sull’agricoltura di precisione e su una gestione efficiente delle risorse idriche per abbattere la dipendenza energetica legata al pompaggio.

Il fattore climatico e la gestione delle risorse idriche

Al Mezzogiorno, l’instabilità geopolitica si somma a una crisi climatica sempre più aggressiva. Dall’inizio del 2026, tre eventi estremi su quattro hanno colpito le regioni del Sud e le Isole, alternando nubifragi devastanti a periodi di siccità prolungata. Coldiretti, in sinergia con l’Anbi, ha rilanciato il piano per una rete strutturata di invasi con sistemi di pompaggio, essenziale per stoccare l’acqua e produrre energia pulita. Senza un’infrastruttura moderna, la vulnerabilità delle campagne meridionali rischia di diventare cronica, compromettendo la qualità e la quantità dei raccolti di eccellenza del territorio.

Il recupero dei fondi PAC: boccata d’ossigeno per la Calabria

Un risultato tangibile della mobilitazione permanente è rappresentato dal recupero di 10 miliardi di fondi della Politica Agricola Comune (PAC), di cui oltre 600 milioni destinati esclusivamente alla Calabria. Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, ha sottolineato l’importanza di questo traguardo raggiunto grazie alla pressione esercitata sul Governo e sulla Commissione UE: “Si tratta di risorse destinate alle aziende che beneficiano dei contributi della PAC, in un momento in cui l’aumento dei costi di produzione e le tensioni geopolitiche stanno creando difficoltà importanti per il comparto e non solo”. Il messaggio partito dalla Basilicata è perentorio: solo attraverso la piena reciprocità negli scambi commerciali e interventi immediati sui costi di produzione si potrà garantire la sopravvivenza del reddito agricolo nei territori del Sud.

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