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10 Aprile 2026
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La Calabria fuori dal commissariamento dopo 17 anni: cosa cambia davvero per la sanità regionale

Svolta annunciata dal governo: torna la gestione ordinaria, ma resta il nodo del debito e dei servizi. Ecco cosa succede adesso

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Dopo quasi due decenni di gestione straordinaria, la sanità calabrese esce dal commissariamento. La decisione è arrivata dal Consiglio dei ministri, sancendo la fine di una stagione iniziata per affrontare criticità finanziarie e organizzative profonde.

A darne notizia è stato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, con un breve video diffuso subito dopo l’ufficialità del provvedimento. “Ci siamo finalmente liberati da questa camicia di forza“, ha dichiarato Occhiuto, sottolineando il valore simbolico e operativo della svolta.

Prima di lui, si sono succeduti diversi commissari ad acta, tra cui Longo, Cotticelli, Scura e Scopelliti, a testimonianza di una gestione straordinaria prolungata e complessa.

Il via libera politico e i tempi dell’operazione

L’uscita dal commissariamento è stata formalmente proposta dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e ha ottenuto il via libera dei ministeri chiave, Economia e Salute, guidati rispettivamente da Giancarlo Giorgetti e Orazio Schillaci, oltre all’ok della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il tempismo non è passato inosservato: il via libera arriva a pochi giorni dall’approvazione delle pre-intese sull’autonomia differenziata, un passaggio politico che rafforza il peso della decisione.

Lo stesso Calderoli aveva annunciato appena una settimana prima l’avvio del percorso, ma il lavoro preparatorio andava avanti da tempo. Già a febbraio 2025, Occhiuto aveva anticipato questa prospettiva durante un incontro pubblico.

Cosa significa davvero la fine del commissariamento

La fine del commissariamento sanitario, comporta un cambiamento strutturale nella governance. La Regione torna a esercitare pienamente le proprie funzioni attraverso Giunta e Consiglio, senza la supervisione diretta di un commissario nominato dal governo centrale.

Ritorna quindi un assessorato alla Sanità, anche se Occhiuto ha già manifestato l’intenzione di mantenere personalmente le deleghe.

Sul piano operativo, vengono meno i commissari straordinari nelle aziende sanitarie e negli ospedali, che dovranno essere sostituiti da direttori generali nominati secondo le procedure ordinarie. Questo consente maggiore autonomia decisionale, soprattutto nella gestione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi.

I limiti restano: il piano di rientro e il debito

La fine del commissariamento non coincide però con una piena libertà gestionale. Rimane infatti in vigore il piano di rientro dal disavanzo sanitario, legato a un debito accumulato negli anni precedenti.

La Regione ha già sottoscritto un nuovo accordo per il recupero del debito pregresso, ma i dettagli operativi e le eventuali conseguenze in caso di mancato rispetto degli obiettivi non sono ancora stati resi noti.

Questo significa che la Calabria potrà muoversi con maggiore autonomia, ma entro vincoli finanziari ancora stringenti.

Le sfide aperte: personale, ospedali e mobilità sanitaria

Il ritorno alla gestione ordinaria apre spazi di intervento su dossier rimasti bloccati per anni. Tra questi, la possibilità di avviare una campagna straordinaria di assunzioni, inclusa quella legata alle strutture finanziate dal Pnrr, finora limitata proprio dai vincoli del commissariamento.

Restano però criticità strutturali. I Livelli essenziali di assistenza devono essere consolidati, soprattutto nei settori della prevenzione e dell’emergenza-urgenza. È inoltre necessario un nuovo piano di riassetto ospedaliero.

Uno dei nodi più pesanti è quello della mobilità sanitaria, che continua a generare un esborso di circa 324 milioni di euro per i cittadini costretti a curarsi fuori regione.

Il progetto di riorganizzazione del sistema

Tra le linee strategiche già delineate c’è la creazione delle Aziende ospedaliere provinciali, con l’obiettivo di unificare sotto un’unica direzione gli ospedali di ciascuna provincia insieme alle strutture hub di riferimento.

Un modello che, nelle intenzioni, dovrebbe rafforzare il coordinamento e migliorare l’efficienza. Le Asp dovrebbero invece concentrarsi sulle attività territoriali, come la prevenzione e l’assistenza domiciliare.

Si tratta di un riassetto pensato per intervenire sui punti più fragili del sistema sanitario regionale.

Una ripartenza sotto osservazione

L’uscita dal commissariamento segna un passaggio istituzionale rilevante, ma non rappresenta una soluzione immediata alle criticità esistenti.

La Calabria torna a una gestione ordinaria con maggiori margini decisionali, ma anche con responsabilità più dirette e vincoli ancora presenti sul piano finanziario. Il percorso di normalizzazione si annuncia lungo e condizionato dalla capacità di attuare le riforme previste.

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