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10 Aprile 2026
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Occhiuto guarda già avanti: “Dopo la fine del commissariamento l’obiettivo è uscire dal Piano di rientro”

Il governatore smentisce ogni scambio con le pre-intese sull'autonomia differenziata e garantisce: nessuna ingerenza della politica sulle nomine dirigenziali. Ora punta al pareggio di bilancio per la piena libertà gestionale

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“Dopo diciassette anni, finalmente, la Calabria non è più sottoposta al commissariamento per la sanità. È oggettivo che sia una pagina storica“. Roberto Occhiuto non trattiene la soddisfazione nel corso della conferenza stampa convocata mercoledì alla Cittadella regionale di Catanzaro, il giorno dopo che il Consiglio dei ministri ha deliberato la revoca di un regime commissariale che pesava sulla regione dal 2008. Un risultato che il presidente definisce frutto di squadra: “Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato a questo risultato nel corso degli anni. Abbiamo chiuso bilanci che sembravano impossibili da chiudere”.

Ma la retorica della vittoria cede subito spazio alla pragmatica della continuità. “L’obiettivo è quello di uscire anche dal piano di rientro“, annuncia Occhiuto, con il tono di chi sa che la partita è tutt’altro che chiusa. Sul calendario preferisce non sbilanciarsi: “Per scaramanzia non do scadenze. Però sono convinto che sotto la mia presidenza la Calabria, dopo essere uscita dal commissariamento, uscirà anche dal piano di rientro”. Un impegno politico che il governatore trasforma in ambizione personale: “La mia ambizione è quella di essere il presidente che ha fatto uscire la Calabria prima dal commissariamento e poi anche dal piano di rientro”.

Il piano concordato con i ministeri

Il piano di rientro approvato dal governo è, nelle parole di Occhiuto, lo stesso che la Regione aveva trasmesso ai ministeri in attesa di valutazione: “Prevede il rafforzamento delle azioni per quanto riguarda i Lea sulla prevenzione, con il passaggio da due macrolivelli Lea in verde a tre. E prevede il raggiungimento del pareggio di bilancio nel corso del triennio”. Ma soprattutto, spiega il presidente, la nuova condizione istituzionale sblocca risorse fino ad ora congelate: “Abbiamo molte risorse accantonate che finora non ci hanno fatto utilizzare. Parte della fiscalità aggiuntiva non è stata spesa, parte del contributo annuale di sessanta milioni non è stato utilizzato. Sono tante risorse che in un regime di commissariamento rimangono accantonate nel bilancio della sanità e invece potrebbero essere utilmente impiegate per rafforzare il sistema sanitario”.

Il cambio di postura negoziale è, per Occhiuto, altrettanto rilevante: “L’obiettivo è continuare l’interlocuzione con i tecnici dei ministeri, però questa volta da una condizione di maggiore forza, perché non siamo più commissariati: siamo solo sottoposti, come le altre regioni, al piano di rientro”.

L’interim all’assessorato e la questione delle nomine

Alla domanda se intenda nominare un assessore alla sanità, Occhiuto risponde con una scelta di campo netta: “Terrò io l’interim per qualche tempo, perché sono molto soddisfatto di questo risultato. Sono perfettamente cosciente del fatto che ci sono tante cose che non funzionano in Calabria, ma in questi anni è stato riconosciuto da tutti i ministeri che c’è stato un cambio di passo rispetto al passato”. Poi aggiunge che esistono dossier già pronti che il commissariamento impediva di portare avanti: “Ora potrò realizzarli con più libertà”.

Sul tema delle nomine dirigenziali, spesso bersaglio delle opposizioni, il presidente rivendica una rottura con il passato: “Saluto con piacere il fatto che finalmente si riconosce che nel corso di questi anni, pur essendo il commissario un politico — cioè io — sugli incarichi di direzione generale, sanitaria e amministrativa non c’è stata alcuna spartizione politica. Abbiamo sterilizzato dalla politica questi incarichi”. E annuncia che tale orientamento resterà invariato: “Siccome il presidente della Regione sono ancora io e lo rimarrò per altri quattro anni e mezzo, la politica si occuperà della sanità soltanto nella misura in cui solleverà questioni legittime legate al bisogno di salute dei territori, ma non si occuperà delle nomine“.

Nessuno scambio sull’autonomia differenziata

La domanda che aleggiava nella sala era una sola: c’è stato un do ut des tra il voto favorevole di Occhiuto alle pre-intese sull’autonomia differenziata in Conferenza Stato-Regioni e la revoca del commissariamento deliberata dal governo? Il presidente smonta la premessa con un argomento aritmetico: “Bisognerebbe studiare come funziona la Conferenza Stato-Regioni: su ventuno voti, i contrari erano sei. Il governo non aveva bisogno del mio voto”. Poi ricostruisce la propria logica: “Utilizzo tutte le circostanze per far avere di più alla Calabria. Ho utilizzato anche la circostanza delle pre-intese per chiedere che finalmente ci fosse una data certa sull’uscita dai piani di rientro, perché oggi una regione sa quando ci entra ma non sa quando ci esce. Ho posto questa condizione”.

Nessuno scambio“, ribadisce Occhiuto. E chiarisce la propria posizione sull’autonomia differenziata: “La pagina migliore l’ha scritta la Corte Costituzionale. L’autonomia per quanto riguarda tutte le materie Lep non può essere fatta se prima non si modifica la legge. Sulle altre materie le pre-intese erano già state votate in Consiglio dei ministri e saranno votate in Parlamento. Io ho semplicemente utilizzato questo passaggio per ottenere qualcosa per la Calabria”. La prossima mossa è già annunciata: “Concordare col governo una data certa per l’uscita dal piano di rientro”.

Il nodo del nuovo ospedale di Catanzaro

A margine della conferenza, Occhiuto è tornato anche sul dossier del nuovo ospedale di Catanzaro, smentendo voci di un commissariamento del Comune: “Assolutamente no. Ho avuto più incontri col sindaco, sempre cordiali. Attendevo che la città trovasse una convergenza; siccome non è avvenuto e non si può stare fermi, ho chiesto al commissario Moroni di avvalersi del Politecnico di Milano“. L’istituto milanese fornirà uno studio di fattibilità scientifico sulle diverse alternative localizzative: “La discussione su questo tema strategico per Catanzaro si potrà fare non sulla base di ideologismi o di pezzi di elettorato che tirano per la giacca, ma sulla base di evidenze scientifiche proposte da un’autorità ineludibilmente riconosciuta nel settore”.

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