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10 Aprile 2026
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Referendum sullo Statuto, assemblea cittadini a Lamezia. Ultimatum di 24 ore alla Regione: o il voto o la Procura

Un comitato spontaneo di cittadini diffida i presidenti Occhiuto e Cirillo: in assenza della pubblicazione del protocollo referendario entro domani, scatterà la denuncia in Procura per omissione di atti d’ufficio.

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La tensione democratica in Calabria raggiunge il punto di rottura. Dopo una partecipata assemblea tenutasi presso la sala “Al Piccolo” di Lamezia Terme, il malumore dei cittadini si è trasformato in un’azione legale concreta. Al centro della disputa vi è la richiesta di referendum confermativo, depositata lo scorso 30 marzo, mirata a sottoporre al vaglio popolare le recenti modifiche dello Statuto regionale. I promotori denunciano un ostruzionismo burocratico che impedirebbe l’avvio della raccolta firme, definendo la situazione un vero e proprio “sequestro della democrazia”. L’obiettivo del quesito è chiaro: abrogare le norme che hanno introdotto nuove figure politiche e incrementato i costi della macchina amministrativa regionale, appellandosi all’articolo 123 della Costituzione.

Le dure accuse dei relatori: poltrone contro servizi

Durante l’incontro, gli interventi hanno tracciato un quadro impietoso della gestione istituzionale calabrese, mettendo in guardia contro il contrasto tra il potenziamento dei privilegi politici e il degrado dei servizi essenziali.

Francesco Di Lieto ha sottolineato la distorsione delle priorità della Giunta: “La politica calabrese ha realizzato il miracolo della moltiplicazione delle poltrone proprio nel territorio più povero dell’Europa, dove quasi un cittadino su due è a rischio esclusione sociale. Fa sorridere che oggi parlino di costi eccessivi per un referendum, quando nessuno ha battuto ciglio quando il Presidente Occhiuto si è dimesso e ricandidato lo stesso giorno, trascinando la regione a nuove, inutili e costose elezioni. È un’offesa intollerabile: mentre le ambulanze restano ferme senza medici e senza benzina che la Giunta si sia aumentata lo stipendio di 4.000 euro al mese di rimborsi auto forfettari. Hanno scelto chiaramente di prendersi cura delle poltrone e non delle persone”.

Sulla stessa linea, Santo Gioffrè ha criticato duramente la narrazione ufficiale sulla sanità e i rischi legati all’autonomia differenziata: “L’uscita dal commissariamento della sanità è una farsa smentita quotidianamente dai reparti vuoti e dalle liste d’attesa infinite. Questo governo regionale sta svendendo la Calabria accettando passivamente l’egoismo dell’Autonomia Differenziata: ci condannano a una sanità di serie B in cambio di qualche posto in più in Giunta”.

L’appello alla dignità e il silenzio dell’opposizione

L’analisi si è estesa anche al ruolo delle minoranze in Consiglio Regionale, accusate di eccessiva timidezza di fronte a atti che incidono profondamente sui diritti dei cittadini.

Marinella Pucci ha evidenziato la necessità di una reazione civile: “Assistere all’inerzia di un’opposizione è davvero triste. Non servono leggi di iniziativa popolare che sanno di anestetico per far scadere i termini: serve coraggio. Invitiamo ogni calabrese ad agire ora per rivendicare i propri diritti negati. La nostra è una mobilitazione di dignità: se la politica abdica al suo ruolo di controllo, tocca ai cittadini riprendersi l’iniziativa e scardinare il lucchetto del Palazzo”.

Dalla diffida alla via giudiziaria

L’assemblea si è conclusa con un mandato operativo perentorio. La diffida formale inviata stamattina evidenzia una disparità di trattamento inaccettabile: la Regione sarebbe stata “fulminea” nel varare nuove cariche e rimborsi spese, ma risulterebbe oggi “paralizzata” nel garantire l’esercizio di un diritto costituzionale. Se il protocollo referendario non troverà spazio sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria entro il termine stabilito di 24 ore, la battaglia legale proseguirà nelle aule della magistratura.

“La democrazia non è un favore concesso dalla Giunta e lo Statuto non è proprietà privata di chi occupa il Palazzo”, è il monito finale lanciato dal comitato.

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