La capsula Orion è ammarata nell’Oceano Pacifico, al largo della California, a sud-ovest di San Diego, segnando la conclusione della missione Artemis II, la prima con equipaggio del nuovo programma lunare della Nasa.
A bordo sono rientrati gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, protagonisti di un viaggio che ha riportato esseri umani nell’orbita della Luna a 56 anni dalla storica missione Apollo 8.
Il rientro è avvenuto senza alcuna criticità: i paracadute di frenata si sono aperti regolarmente, rallentando la discesa della capsula fino all’ammaraggio. Dopo il contatto con l’acqua, le unità di recupero hanno iniziato le operazioni per agganciare Orion e trasferirla sulla nave che ospiterà il primo controllo sanitario dell’equipaggio.
Il recupero e i controlli medici
Secondo il protocollo previsto dalla Nasa, la capsula verrà trainata fino alla nave di recupero, dove gli astronauti saranno aiutati a uscire dall’abitacolo e sottoposti ai controlli medici di routine dopo la permanenza nello spazio profondo.
Si tratta di una fase cruciale per valutare le condizioni fisiche dell’equipaggio e raccogliere ulteriori informazioni utili per le prossime missioni con equipaggio.
Nasa: “Una missione perfetta”
Grande soddisfazione da parte dell’amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, che ha commentato il successo dell’operazione pochi minuti dopo l’ammaraggio. “Artemis II è stata una missione perfetta”, ha dichiarato mentre attendeva l’arrivo della capsula Orion sulla nave di recupero.
Isaacman ha aggiunto: “Sono senza parole, è stato un momento incredibile. È anche il risultato di un grande lavoro di squadra con i nostri partner internazionali”.
Il responsabile della Nasa ha ricordato anche la recente collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per la realizzazione di un modulo destinato alla futura base lunare, sottolineando l’ambizione del programma Artemis: “Stiamo costruendo una presenza duratura sulla Luna”.
Gli astronauti “ambasciatori dell’umanità”
Nel suo intervento, Isaacman ha voluto rendere omaggio anche all’equipaggio della missione: “Gli astronauti di Artemis II hanno dimostrato di essere grandi professionisti, eccellenti comunicatori e persino dei poeti: veri e propri ambasciatori dell’umanità”.
Durante la missione, l’equipaggio ha infatti condiviso immagini e riflessioni dalla Luna, contribuendo a riaccendere l’interesse globale per l’esplorazione spaziale.
Verso Artemis III e il ritorno sulla Luna
I dati raccolti durante il volo saranno fondamentali per preparare la prossima tappa del programma: Artemis III, la missione destinata a riportare astronauti sulla superficie lunare.
Secondo la Nasa, già dal 20 aprile inizieranno i lavori preparatori nell’Edificio di integrazione dei veicoli (VAB) del Kennedy Space Center, dove verranno assemblati i sistemi per la futura missione.
L’obiettivo è chiaro: trasformare l’esplorazione della Luna in una presenza stabile e duratura, primo passo verso missioni umane dirette su Marte.
*Foto: ANSA





