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17 Aprile 2026
17 Aprile 2026
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Rifondazione Comunista boccia il “Reddito di Merito” di Occhiuto. “Misura elitaria e discriminatoria”

Laura Gigliotti e Caterina Muraca attaccano il provvedimento della Giunta: "Si premia il privilegio e si ignorano le disuguaglianze sociali, economiche e le neurodivergenze".

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CATANZARO – Rifondazione Comunista Calabria interviene duramente contro l’introduzione del cosiddetto “Reddito di Merito”, la misura annunciata dal Presidente Roberto Occhiuto per incentivare gli studenti a proseguire gli studi negli atenei regionali. Secondo le esponenti del partito, Laura Gigliotti e Caterina Muraca, il provvedimento si configurerebbe come una manovra propagandistica lontana dalle reali necessità della platea studentesca.

I criteri della discordia: media alta e tempi record

Il protocollo d’intesa siglato con le università calabresi prevede sussidi variabili tra i 500 euro (per medie dal 27 al 28) e i 1000 euro (per medie superiori al 29). Tuttavia, a far discutere sono i paletti sulla regolarità del percorso: Monitoraggio semestrale: Gli studenti dovranno essere in regola con gli esami non solo entro l’anno, ma alla fine di ogni singolo semestre. Assenza di criteri ISEE: Il contributo verrà erogato esclusivamente in base al “merito” accademico, senza alcuna distinzione legata alla condizione economica del nucleo familiare.

La critica: “Una misura per pochi privilegiati”

“Il Presidente Occhiuto ignora la platea di studenti che faticano a pagare le tasse o a restare in regola perché costretti a lavorare per mantenersi – dichiarano Gigliotti e Muraca – Le stime dicono che l’incentivo riguarderà solo il 7-8% degli iscritti, confermando l’esclusività di una misura che premia chi ha già una situazione economica vantaggiosa”.

Rifondazione contestualizza l’uso del termine “merito” come uno strumento politico: “È un termine usato per giustificare tagli all’istruzione e promuovere l’idea che solo i ‘migliori’ meritino sostegno. Questo provvedimento non agirà sullo svantaggio sistemico che obbliga i giovani a partire, rendendo la ‘fuga dei cervelli’ una scelta obbligata per chi non appartiene alle élite”.

L’allarme sulle disuguaglianze e l’invisibilità delle fragilità

Il comunicato solleva inoltre una questione fondamentale legata all’inclusività. Imporre ritmi serrati e standardizzati penalizzerebbe non solo chi ha difficoltà economiche, ma anche: Studenti fuori corso: Spesso bloccati da motivi economici e già privati di molte agevolazioni. Studenti con DSA e neurodivergenze: Persone per le quali il percorso universitario richiede tempi e modalità differenti, totalmente ignorate dai criteri della “meritocrazia” di Giunta.

    “Propaganda al posto della programmazione”

    Per Rifondazione Comunista, la mancanza di una visione a lungo termine sul lavoro rende il bonus una “mossa propagandistica”. “Il reale benessere degli studenti passa in secondo piano rispetto alla narrazione dell’eccellenza e delle classifiche. Difendiamo la libertà di scegliere se andare o restare, ma questa si garantisce abbattendo le barriere, non innalzandole con premi riservati a pochi privilegiati”.

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