Il Presidente francese Emmanuel Macron ha aperto oggi le porte dell’Eliseo per un vertice d’urgenza sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, co-organizzato con il Primo Ministro britannico Keir Starmer. La presenza fisica della premier italiana Giorgia Meloni e del cancelliere tedesco Friedrich Merz sottolinea la volontà delle principali potenze europee di muoversi all’unisono in uno dei quadranti più instabili del mondo. All’incontro partecipano, in videoconferenza, i rappresentanti di circa trenta nazioni, coprendo un arco geografico che va dall’Indopacifico all’America Latina.
La strategia della “Terza Via”
Il cuore del summit è la proposta di una missione diplomatica e militare che si ponga come alternativa alla “pressione massima” statunitense e al rischio di un conflitto aperto. Parigi e Londra puntano a una mediazione che garantisca: Impegno iraniano: la certezza che Teheran non apra il fuoco sulle navi in transito. Neutralità USA: l’assicurazione che Washington non blocchi il traffico navale nello Stretto. Libertà di navigazione: il rifiuto categorico di qualsiasi forma di “pedaggio” marittimo o minamento delle acque.
L’Eliseo ha chiarito la posizione europea rispetto agli Stati Uniti: pur mantenendo un dialogo costante con l’alleato americano, l’Europa non intende entrare in una coalizione a guida USA per non essere percepita come parte attiva del conflitto.
Mezzi e operatività: il ruolo della Marina
La futura missione vedrà il coinvolgimento dei vari Paesi in base ai propri assetti. La Francia è pronta a schierare la portaerei Charles de Gaulle e le fregate già operative nel Mediterraneo Orientale. La priorità assoluta è fornire garanzie concrete alle compagnie di navigazione e agli assicuratori, ripristinando la percorribilità dello Stretto in totale sicurezza. In caso di cessate il fuoco, i Paesi aderenti si dicono pronti a intervenire per lo sminamento e per l’accompagnamento delle navi commerciali.
Unità europea di fronte alla crisi
Le fonti dell’Eliseo hanno descritto la partecipazione di Meloni, Merz e Starmer come un “buon segnale di unità”. In un momento in cui le conseguenze della guerra in Ucraina si intrecciano con le tensioni in Medio Oriente, la definizione di una linea d’azione comune è considerata vitale per l’interesse collettivo dell’Unione Europea. «Non si può ripristinare la circolazione a Hormuz senza discutere con i belligeranti», ha ribadito la ministra francese della Difesa, Catherine Vautrin, confermando che il dialogo diplomatico rimarrà il pilastro dell’iniziativa parigina.






