La Corte d’Appello di Milano ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari nei confronti di Salvatore Giacobbe, 73 anni, nato a Gioia Tauro. Il provvedimento accoglie l’istanza presentata dalla difesa disponendo la scarcerazione e il trasferimento in un domicilio in provincia di Mantova.
La pena in appello
Dagli atti emerge che Giacobbe era stato condannato in primo grado a 18 anni di reclusione. La Corte d’Appello di Milano, con sentenza del 17 febbraio 2026, ha rideterminato la pena in 13 anni e 2 mesi, confermando per il resto le statuizioni della decisione di primo grado.
Le condizioni di salute
Alla base della decisione vi sono le condizioni sanitarie dell’imputato, documentate dalla difesa. La Corte rileva un quadro clinico che richiede monitoraggio costante e la necessità di programmare un intervento chirurgico, evidenziando che, pur non essendo la situazione incompatibile con il regime carcerario, la misura dei domiciliari consente una più adeguata tutela della salute e un accesso più agevole alle cure.
Il procedimento
L’istanza è stata presentata dall’avvocato Michele D’Agostino, che ha evidenziato davanti ai giudici la necessità di una diversa misura cautelare alla luce delle condizioni di salute dell’assistito. La Corte ha ritenuto le argomentazioni fondate, disponendo la sostituzione della misura e la conseguente scarcerazione.






