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17 Aprile 2026
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Strage di Cutro, le testimonianze choc dei pescatori: “Abbiamo tirato fuori solo corpi senza vita”

Nel processo sul naufragio del caicco Summer Love emergono le testimonianze dei pescatori: “Nessun soccorso in mare”. Sotto accusa sei militari

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“Non abbiamo mai visto arrivare soccorsi dal mare, in mare non c’era nessuno. Solo le persone morte”. È una delle testimonianze più forti emerse nell’udienza del processo sul naufragio del caicco Summer Love, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, in cui persero la vita 94 migranti. A parlare in aula è stato Paolo Cefaly, uno dei pescatori presenti quella notte, tra i primi a tentare di prestare soccorso.

Il racconto: “Panico e urla, poi abbiamo cercato di salvare vite”

Rispondendo alle domande degli avvocati delle Ong, il testimone ha ricostruito quei momenti drammatici. “Ho sentito un boato quando la nave si è schiantata. Ho provato vero panico sentendo le urla, ma poi ho pensato che bisognava salvare le persone”, ha dichiarato.

Cefaly ha però spiegato di non ricordare tempi e orari: “Non me lo posso ricordare, cerco di dimenticare tutta quella storia”. Il suo racconto si è soffermato soprattutto sul numero delle vittime recuperate: “Abbiamo tirato fuori tanta gente morta. Non ci siamo mai fermati”.

Le condizioni del mare e l’assenza di soccorsi immediati

Alle sue parole si sono aggiunte quelle dell’altro pescatore presente, Ivan Paone, che ha descritto condizioni ambientali estremamente difficili. La visibilità era ridotta, il mare agitato e l’aria carica di salsedine, fattori che hanno reso ancora più complicate le operazioni di soccorso.

“Eravamo presi dalla foga di aiutare, non so dire quanto tempo è passato”, ha affermato, aggiungendo che i primi ad arrivare furono i carabinieri, senza però riuscire a indicare con precisione quando rispetto al momento del naufragio.

Il processo e gli imputati

Il procedimento giudiziario riguarda i presunti ritardi nei soccorsi. Sono sei gli imputati: quattro militari della Guardia di finanza e due della Capitaneria di porto, accusati di omicidio colposo e naufragio colposo. L’udienza si è concentrata sulle testimonianze oculari e sulle perizie tecniche relative al funzionamento dei radar e alle cause dei decessi.

Testimoni assenti per problemi di viaggio

Non hanno potuto partecipare tre donne afgane, tra cui una superstite e due familiari di vittime, a causa della cancellazione del volo dalla Germania. Secondo quanto riferito in aula, il disservizio sarebbe legato alla carenza di carburante dovuta alla crisi internazionale tra Stati Uniti e Iran. Il processo prosegue nel tentativo di fare piena luce su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni nel Mediterraneo.

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