Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha disposto la revoca della misura cautelare nei confronti di Matteo Costanza, 53 anni, coinvolto nell’inchiesta “Millennium” sul traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La decisione arriva dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, che aveva chiesto un nuovo esame della posizione dell’indagato.
Il ruolo nell’inchiesta Millennium sul narcotraffico
Secondo l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale, con un ruolo di riferimento in Spagna per la cosca Barbaro “Castani” di Platì.
Gli investigatori sostengono che, attraverso un’attività imprenditoriale a Malaga nel settore del commercio di autovetture, avrebbe gestito l’importazione in Europa di ingenti quantitativi di cocaina proveniente dal Sudamerica, anche grazie alla presunta corruzione di funzionari doganali.
La linea difensiva: “assenza di gravi indizi”
La difesa, rappresentata dagli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna, ha contestato fin dall’inizio l’impianto accusatorio, sostenendo la carenza di gravi indizi di colpevolezza. Dopo l’estradizione dalla Spagna nel luglio 2025 — avvenuta a seguito del blitz dei carabinieri che aveva portato a 97 arresti — il Riesame aveva inizialmente confermato la misura cautelare.
La decisione del Riesame e la scarcerazione
Con la pronuncia della Cassazione del febbraio 2026, gli atti sono stati rinviati a un nuovo Tribunale della libertà. Nel riesame celebrato il 15 aprile, i giudici hanno accolto le tesi difensive, disponendo la revoca dell’ordinanza di arresto e la conseguente scarcerazione di Matteo Costanza.






