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27 Aprile 2026
27 Aprile 2026
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Vertenza Con.Te a Lamezia Terme: 95 lavoratori a rischio, il Comune chiama Ministero e Regione

Fronte comune tra istituzioni e sindacati per salvare l’occupazione nella Sibaritide: "L’azienda non può scappare solo per ridurre i costi"

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La tranquillità lavorativa di 95 famiglie lametine è attualmente appesa a un filo, ma il territorio ha deciso di non restare a guardare mentre un pezzo importante del proprio tessuto produttivo rischia di evaporare.
La vertenza dei dipendenti di “Con.Te Assicurazioni” è approdata ufficialmente tra i banchi del Comune di Lamezia Terme, trasformando una crisi aziendale in una questione di dignità cittadina. Durante la Conferenza dei capigruppo, è emersa una volontà precisa: fare massa critica per evitare che la ricerca del massimo profitto a discapito dei costi del lavoro cancelli anni di professionalità acquisita.

Lamezia si compatta: la politica locale scende in campo

Il primo cittadino ha voluto dare un segnale immediato di vicinanza, uscendo dai confini burocratici per bussare direttamente alle porte del governo centrale. Il rischio, infatti, non riguarda solo i lavoratori coinvolti, ma l’intero indotto di una città che non può permettersi ulteriori emorragie occupazionali. Il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, ha tracciato la rotta degli interventi istituzionali dei prossimi giorni evidenziando come la compattezza politica sia l’unica arma efficace.
“Abbiamo ribadito il nostro impegno in questi giorni e in questa occasione. Ho preso contatto con il ministero proprio per comprendere in che modo si possono aiutare i lavoratori” ha dichiarato il sindaco, aggiungendo poi una riflessione sulla portata sociale della crisi: “Non è solo un problema dei singoli lavoratori ma evidentemente un problema di ricaduta per l’intera città. Dobbiamo essere tutti compatti, abbiamo dato dimostrazione, maggioranza e opposizione di essere interessati in maniera identitaria alla soluzione di questo problema”.

Il calendario delle istituzioni: Prefettura e Regione verso il 29 aprile

L’agenda per i prossimi giorni è già fitta di appuntamenti cruciali. La strategia prevede un coinvolgimento a più livelli che parta dalla Regione Calabria per arrivare alla Prefettura, cercando di creare un cordone di protezione attorno ai 95 dipendenti. Murone ha confermato che i dialoghi con i vertici regionali sono già in fase avanzata e che l’obiettivo è ottenere la massima convergenza possibile tra i vari enti.
“Con l’assessore Calabrese già ci vedremo nella prossima settimana. Abbiamo già stabilito la data del 29 aprile. C’è anche l’esigenza di interloquire col prefetto perché credo sia importante la massima convergenza delle istituzioni perché maggiore sarà poi il risultato che riusciremo ad ottenere. Noi metteremo grande impegno perché si possa arrivare ad una soluzione positiva e sono fiducioso” ha ribadito il primo cittadino, sottolineando l’urgenza di un intervento coordinato.

I sindacati invocano il Ministero: “Una battaglia politica oltre le sigle”

Dal canto loro, i rappresentanti dei lavoratori non hanno intenzione di abbassare la guardia. Oltre al supporto comunale, la pressione si sta spostando verso il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’attivazione di tutte le procedure legali e sindacali previste per raffreddare il conflitto e costringere l’azienda a un confronto serio. I sindacati chiedono che la politica si schieri apertamente, senza distinzioni di colore, a difesa di chi ha contribuito alla crescita dell’azienda.
“Ci stiamo attivando anche noi, abbiamo chiesto l’interlocuzione al ministero dello Sviluppo economico. Abbiamo attivato le procedure di raffreddamento e convocheremo l’azienda in Prefettura. Oggi chiediamo il supporto del Comune, che ringraziamo per la vicinanza, perché comunque riteniamo che tutte le istituzioni debbano essere coinvolte. Questa è una battaglia che va combattuta prima di tutto politicamente. E quindi noi come organizzazione sindacali, chiediamo alle istituzione, oggi al Comune di Lamezia Terme, indipendentemente da destra e sinistra, di stare con noi e cercare di attivare tutti i canali possibili affinché questa vertenza si risolva in modo positivo” hanno spiegato i rappresentanti sindacali durante l’incontro.

Il paradosso della vicenda risiede nel fatto che, nonostante i dipendenti siano ormai “altamente formati e preparati” grazie ad anni di esperienza sul campo, l’azienda sembrerebbe orientata a smantellare la sede lametina per inseguire una gestione del lavoro a “un costo inferiore”.
Si tratterebbe di una perdita gravissima per il territorio, che vedrebbe svanire un patrimonio di competenze d’eccellenza in nome di un risparmio economico che non tiene conto dell’impatto sociale. La sfida ora è dimostrare che il valore delle persone e della loro formazione conta più di un semplice calcolo di bilancio.

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