Il sistema accademico calabrese non è più una promessa, ma una realtà consolidata che raccoglie consensi oltre i confini regionali.
Gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) confermano un trend di crescita che premia la qualità del lavoro svolto negli ultimi anni.
Per il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si tratta di un segnale inequivocabile di come gli investimenti sulla conoscenza stiano finalmente portando i frutti sperati, posizionando la regione come un polo attrattivo per talenti e innovazione.
“Le Università calabresi rappresentano sempre più un’eccellenza a livello nazionale e internazionale: attraggono ricerca, contribuiscono alla creazione di competenze e, dunque, alla crescita dell’intera Regione. I risultati forniti dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) ci consegnano una fotografia chiara e decisamente positiva per i nostri Atenei”, ha commentato con soddisfazione il governatore.
Il balzo dell’Unical e la solidità dei poli di Catanzaro e Reggio Calabria
Entrando nel dettaglio dei dati, emerge un quadro di competitività diffusa che coinvolge tutti i principali centri di sapere del territorio. Spicca in particolare il dato relativo all’Ateneo di Rende, che segna una performance di rilievo nel panorama nazionale, ma non mancano segnali positivi anche per le altre realtà accademiche.
Occhiuto ha voluto rimarcare che “l’Università della Calabria registra un significativo miglioramento, con un +9% nella qualità media della ricerca, e insieme alla Magna Graecia di Catanzaro e all’Università Mediterranea di Reggio Calabria conferma la solidità e la competitività del sistema universitario regionale”.
Rinnovamento e ricambio generazionale: la nuova linfa della ricerca
Un aspetto fondamentale analizzato dalla valutazione Anvur riguarda la capacità degli atenei di rigenerarsi attraverso l’inserimento di nuovi ricercatori e le progressioni interne. Non si tratta solo di mantenere lo status quo, ma di migliorare costantemente grazie a nuove energie che portano visioni aggiornate e metodologie d’avanguardia.
Occhiuto ha infatti sottolineato che la valutazione mostra come i risultati legati ai nuovi ingressi siano spesso superiori alla base storica, segno che il futuro della ricerca calabrese è in mani sicure. “Ma c’è un dato ancora più rilevante: la capacità di rinnovarsi. La valutazione Anvur mostra che i risultati legati ai nuovi ingressi e alle progressioni di carriera sono in linea, e in diversi casi migliori, rispetto a quelli della base storica. Questo significa che le Università calabresi stanno rafforzando nel tempo la qualità della loro ricerca”, ha spiegato, evidenziando il valore del merito nelle carriere accademiche.
Una leva strategica per la Calabria del futuro
Il successo della ricerca è visto dunque come il motore primario per innescare un cambiamento profondo nel tessuto socio-economico regionale. Formare i giovani in loco e attrarre professionisti dall’esterno è l’unico modo per contrastare lo spopolamento e creare ricchezza reale.
Nel congratularsi con i rettori Gianluigi Greco, Giovanni Cuda e Giuseppe Zimbalatti, il Presidente ha ribadito che il supporto alle comunità universitarie resterà una priorità dell’agenda politica regionale.
Il messaggio finale è una dichiarazione di intenti verso il futuro prossimo, poiché per il governatore “università e ricerca rappresentano una leva strategica per lo sviluppo della Calabria: formare capitale umano, attrarre competenze, generare innovazione e creare opportunità per i nostri giovani è la chiave per costruire, già oggi, la Calabria del futuro”.






