È bloccata da questa mattina l’attività di pesca nel porto di Corigliano Rossano, a Schiavonea. I pescherecci fermi restano tutti ormeggiati in banchina con le reti a bordo, una scelta condivisa dagli armatori del litorale ionico cosentino per denunciare una situazione ormai al limite. La protesta, spiegano gli operatori, andrà avanti finché non arriveranno risposte certe.
Il nodo dei costi: impossibile coprire neanche il gasolio
Alla base dello stop c’è il caro carburante. Con i prezzi attuali del gasolio i pescatori dicono di non riuscire più a coprire le spese, nemmeno quelle vive per uscire in mare. I costi insostenibili rendono ogni battuta in perdita e cancellano qualsiasi margine di programmazione per le prossime settimane.
L’appello a istituzioni locali e governo
Gli equipaggi si sono riuniti in un’assemblea pacifica. La vertenza è stata segnalata al sindaco Flavio Stasi e ai referenti regionali. Ora la richiesta è chiara: i pescatori chiedono al governo nazionale di farsi portavoce in sede europea per ottenere misure urgenti di calmierazione del prezzo del carburante per la pesca professionale.
Protesta in sinergia con Cariati e Cirò
La mobilitazione non riguarda solo Corigliano Rossano. La protesta è coordinata con i pescatori di Cariati e Cirò, che vivono le stesse difficoltà sul tratto ionico. L’obiettivo comune è ottenere garanzie sui costi energetici e una prospettiva concreta di sostenibilità per un mestiere che, senza interventi, rischia di non reggere un’altra stagione.






