× Sponsor
27 Aprile 2026
27 Aprile 2026
spot_img

Diplomificio di Stefanaconi, annullato il rinvio a giudizio per 51 imputati: il processo riparte da zero. Rischio prescrizione

Vizi procedurali legati alla riforma Cartabia impongono lo stop. Gli atti tornano alla Procura e si riapre il nodo dei tempi: concreto il rischio prescrizione

spot_img

Il procedimento penale nato dall’inchiesta “Diacono” sul presunto giro di corruzione legato all’accademia “Ars e Scientia” di Stefanaconi torna alla fase iniziale. Il Tribunale in composizione collegiale ha infatti disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero, annullando di fatto il rinvio a giudizio per 51 imputati, disposto nel maggio scorso. Alla base della decisione, vizi procedurali riconducibili alla riforma Cartabia, in particolare la mancata inclusione degli avvisi obbligatori. Un’omissione ritenuta determinante, tale da rendere necessario il ritorno alla fase dell’udienza preliminare.

Si riparte dall’udienza preliminare

Con l’annullamento del rinvio a giudizio, il procedimento dovrà ripartire dall’udienza preliminare. Spetterà ora al pubblico ministero formulare una nuova richiesta di rinvio a giudizio, adeguata ai requisiti formali previsti dalla normativa vigente. Il nuovo stop incide direttamente sulla tempistica del processo e riporta al centro dell’attenzione il tema della durata dei procedimenti penali.

Il nodo della prescrizione

Il quadro temporale appare particolarmente rilevante. Il rinvio a giudizio risale al 21 maggio 2024, mentre la richiesta del pm è datata 9 luglio 2024. Ancora più indietro nel tempo, l’avviso di conclusione delle indagini, notificato nel giugno 2022. L’operazione era stata avviata nel marzo 2021, con contestazioni che riguardano anche periodi precedenti. Una scansione che rende concreto il rischio di prescrizione, alla luce del nuovo rallentamento imposto dalla decisione del tribunale.

L’inchiesta “Diacono”

Al centro dell’indagine, l’attività dell’istituto “Ars e Scientia”, ritenuto dagli inquirenti il fulcro di un presunto “diplomificio”. Secondo la ricostruzione della Procura, l’accademia avrebbe prodotto, in cambio di denaro o altre utilità, diplomi e master mai realmente conseguiti. Le accuse contestate a vario titolo comprendono corruzione, falso in atto pubblico e autoriciclaggio.

I principali indagati

Il reato associativo viene contestato, in qualità di promotori e organizzatori, a Michele Licata, Davide Licata, Dimitri Licata, Jgor Licata, Michela Licata, Carmine Caratozzolo e Christian Piscitelli. Come partecipi risultano invece Patrizia Fazzari, Rosa Cilea, Domenico Califano e Rossella Marzano.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img