Sopralluogo non programmato all’ospedale di Cetraro da parte del commissario dell’Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar. Alla visita hanno partecipato il sindaco Giuseppe Aieta, il vicesindaco Marco Occhiuzzi e la consigliera Gabriella Luciani. Lo rende noto con un comunicato la stessa l’Azienda sanitaria provinciale
I reparti sotto osservazione
Il controllo ha interessato i principali servizi del presidio: medicina, ostetricia, blocco operatorio, pediatria e radiologia. Una verifica diretta delle condizioni operative e dell’organizzazione interna, estesa anche ai settori ritenuti strategici come urologia e cardiologia.
Le criticità emerse
Dall’ispezione emerge la necessità di rafforzare l’organico in alcuni reparti, in particolare urologia e cardiologia. Per l’urologia si valuta l’utilizzo di graduatorie già disponibili o l’avvio di nuove procedure di reclutamento.
Il nodo principale resta la carenza di personale, che incide sulla piena funzionalità dei servizi e sulla capacità di risposta alla domanda sanitaria del territorio.
Obiettivo: alleggerire Cosenza
Tra le indicazioni emerse, quella di potenziare il presidio di Cetraro per ridurre il carico sull’ospedale Annunziata di Cosenza, dove si registrano liste d’attesa elevate.
L’intervento mira anche a contenere il ricorso alla sanità privata e la mobilità dei pazienti.
Servizi attivi e dati disponibili
Il punto nascita ha superato i 500 parti dalla riapertura, mentre radiologia e sale operatorie risultano funzionanti con dotazioni aggiornate. Alcuni reparti, quindi, operano regolarmente, ma il quadro resta disomogeneo.
Sanità territoriale e fragilità
Nel corso del sopralluogo è stato evidenziato anche il tema della presa in carico dei pazienti sul territorio, in particolare anziani soli e soggetti fragili.
Indicata la necessità di rafforzare l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, attraverso strumenti come lungodegenza e strutture intermedie.
Le prossime mosse
Sul piano operativo, si valuta la creazione di un coordinamento tra istituzioni locali, Asp e operatori sanitari per affrontare le principali criticità: personale, organizzazione interna e tempi di attesa.
Previsto un nuovo accesso al presidio dopo la definizione delle priorità di intervento.






