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26 Aprile 2026
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Morto Giuseppe Commisso detto “U Mastru”, storico esponente della ’ndrangheta della Locride

Aveva 79 anni ed era detenuto al 41-bis. Disposta la verifica sulle circostanze del decesso

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È morto a 79 anni Giuseppe Commisso, conosciuto come “U Mastru”, figura di rilievo della ’ndrangheta nella Locride. Era detenuto in regime di 41-bis in un penitenziario del Nord Italia.
Secondo le prime informazioni, le condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. Il decesso sarebbe avvenuto dopo un trasferimento in una struttura sanitaria, anche se su questo punto restano versioni differenti, con alcune fonti che collocano la morte direttamente in carcere.

Accertamenti in corso

La famiglia avrebbe chiesto alla magistratura di fare chiarezza sulle modalità del decesso, presentando un’istanza alla Procura di Milano per verificare eventuali responsabilità.
La salma non è stata ancora trasferita a Siderno, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti, tra cui l’autopsia.
Per quanto riguarda le esequie, si va verso funerali in forma riservata e con limitazioni, secondo le disposizioni che saranno adottate dalla Questura di Reggio Calabria.

Il profilo criminale

Commisso è stato per anni uno dei principali riferimenti della ’ndrangheta nel mandamento jonico, legato alla cosca di Siderno.
Arrestato nel 2010 nell’ambito dell’operazione Operazione Crimine, era ritenuto reggente del locale di Siderno e punto di collegamento con le articolazioni della criminalità organizzata all’estero, in particolare in Canada e Australia.
Nel 2012 è stato condannato, con rito abbreviato, a 14 anni e 8 mesi di reclusione. Successivamente, nel 2015, ha ricevuto un’ulteriore condanna a 20 anni per infiltrazioni negli appalti pubblici, nell’ambito di un’inchiesta della Polizia di Stato.

Le indagini e il traffico internazionale

Le principali ricostruzioni investigative si sono basate anche su intercettazioni ambientali effettuate in una lavanderia di Siderno, ritenuta base operativa del gruppo.
Da quelle attività è emerso un sistema articolato di relazioni e traffici, in particolare nel settore degli stupefacenti, con collegamenti internazionali.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito rotte del narcotraffico con arrivi anche attraverso il porto di Gioia Tauro e ramificazioni in più continenti.

Un nome storico della criminalità organizzata

Con la morte di Commisso scompare una figura storica della ’ndrangheta calabrese, protagonista di diverse inchieste giudiziarie e considerato per anni tra i vertici operativi del territorio jonico reggino.

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