Si è aperta questa mattina presso il Tribunale di Reggio Calabria, davanti al giudice Treglia, l’udienza preliminare del procedimento penale a carico di Luigi Grisi, il frate accusato di abusi nei confronti di un giovane ministrante.
Un passaggio cruciale della mattinata è stata l’ammissione come parte civile dell’associazione “La Caramella Buona”, da quasi trent’anni in prima linea nella tutela dei minori. È quanto si legge in una nota della stessa associazione.
Nonostante la ferma richiesta di esclusione avanzata dalla difesa dell’imputato, il giudice ha stabilito che l’associazione ha il diritto di partecipare al processo, riconoscendo il valore del suo operato nel contrasto alla pedofilia.
La strategia della difesa e il rito abbreviato
L’avvocato Sara Polito, che rappresenta sia la vittima sia l’associazione, ha sottolineato l’importanza di questo provvedimento in un contesto legale particolarmente complesso. “Nel corso dell’udienza il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile sia della persona offesa sia de La Caramella Buona, entrambe da me rappresentate, nonostante l’opposizione della difesa dell’imputato. Si tratta di un passaggio significativo in un procedimento particolarmente delicato, che richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di garantire la massima tutela ai minori”, ha dichiarato il legale.
Durante la seduta, la difesa ha richiesto di procedere con il rito abbreviato condizionato all’audizione della persona offesa, una mossa su cui il giudice si è riservato di decidere.
La risposta definitiva sull’accoglimento del rito o sulla prosecuzione con dibattimento ordinario è attesa per il prossimo 9 giugno.
L’impegno della Caramella Buona a fianco delle vittime
La soddisfazione per l’esito della prima udienza è stata espressa dai vertici dell’associazione, che hanno ribadito la loro missione di ricerca della verità. Il Presidente Roberto Mirabile ha commentato: “Come Caramella Buona siamo soddisfatti di essere stati ammessi come parte civile in questo procedimento, molto importante. Malgrado l’opposizione della difesa, il giudice e il pubblico ministero hanno accolto la nostra richiesta. Da quasi trent’anni siamo impegnati nel contrasto alla pedofilia: oggi, più che mai, siamo presenti anche a Reggio Calabria per contribuire a ristabilire verità e giustizia, sempre dalla parte delle vittime”.
Mentre l’imputato ha scelto di non presentarsi in aula, il giovane che ha denunciato i soprusi era presente di persona, supportato dai membri dell’organizzazione. La vicepresidente Anna Maria Pilozzi ha infatti concluso ribadendo che affiancare chi ha subito abusi rimane la missione primaria della onlus, garantendo che lavoreranno con fermezza affinché sia fatta piena luce sulla vicenda.






