L’ultimo incontro pubblico sul nuovo polo sanitario di Cosenza non ha convinto il Movimento 5 Stelle, che bolla l’evento come l’ennesimo esercizio di stile del presidente della Regione. Secondo il Gruppo territoriale pentastellato, dietro la spettacolarizzazione di numeri e progetti grafici si nasconderebbe un vuoto preoccupante.
“Il presidente ammette candidamente che mancano all’appello 200 milioni di euro, ma si guarda bene dal dire da dove arriveranno” attaccano i grillini, sottolineando come il finanziamento Inail coprirebbe solo la struttura muraria a Rende, lasciando nel limbo uffici, aule e, soprattutto, le opere infrastrutturali necessarie come lo svincolo autostradale e il nodo ferroviario.
Il destino dell’Annunziata e il deserto occupazionale
Uno dei timori principali espressi dal M5S riguarda lo svuotamento del centro urbano di Cosenza e l’incertezza sul futuro dell’attuale nosocomio.
Mentre si progetta una struttura da 800 posti letto, resta inevasa la domanda su chi dovrà effettivamente gestire un simile colosso. “Non c’è l’ombra di un piano di assunzioni: chi ci lavorerà in questo miracolo da 100.000 accessi al pronto soccorso?” si chiedono i rappresentanti del Movimento, denunciando una situazione attuale fatta di medici e infermieri stremati da turni massacranti e retribuzioni non adeguate, costretti a operare in un sistema che continua a perdere pezzi.
Università e poteri straordinari: i dubbi sulla trasparenza
Sebbene la collaborazione con l’Unical venga vista come una potenziale opportunità per il futuro, il Movimento 5 Stelle teme che i tempi biblici della burocrazia e la mancanza di una programmazione certa possano vanificare i benefici.
A preoccupare ulteriormente è la proroga dei poteri straordinari concessi al commissario-governatore.
“L’affidamento di poteri di deroga della Protezione Civile conferisce a Occhiuto facoltà amplissime per bypassare le normative ordinarie”, un elemento che secondo i pentastellati non favorirebbe la trasparenza necessaria per un’opera di tale portata.
Stop alla politica dei “Reel”: i calabresi chiedono cure immediate
La nota di chiusura del M5S è un richiamo alla realtà quotidiana fatta di liste d’attesa infinite e viaggi della speranza verso il Nord Italia. La critica è rivolta a un modello di comunicazione ritenuto troppo distante dalle sofferenze dei pazienti che oggi devono indebitarsi per accedere a esami specialistici.
“Basta rendering e reel: i cittadini aspettano mesi per una visita e necessitano di sostegno qui e subito” concludono i pentastellati, rigettando un dibattito che considerano blindato dall’alto e privo di un reale confronto con le esigenze del territorio e dei professionisti della salute.






