Si aggrava la posizione dell’ex tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, Daniela Rodolà, colpita da un nuovo provvedimento che scuote il mondo forense del capoluogo.
Il Tribunale civile, con un decreto emesso lo scorso 27 aprile, ha messo nero su bianco la sussistenza di un debito pesante nei confronti dell’organismo professionale. Il credito, quantificato in oltre 138mila euro, è stato ritenuto certo, liquido ed esigibile, confermando i sospetti sulle somme che sarebbero state sottratte dalle casse dell’Ordine.
La decisione del giudice si fonda su una documentazione ritenuta inattaccabile, che ha portato all’emissione del provvedimento senza alcuna dilazione.
La prova schiacciante: un documento firmato dalla stessa debitrice
A rendere particolarmente solido il quadro probatorio è stata l’esistenza di un documento sottoscritto dalla stessa Rodolà, atto che ha di fatto comprovato l’esistenza del debito.
Per questa ragione, il Tribunale ha ingiunto il pagamento immediato della somma esatta di 138.614,79 euro, a cui vanno aggiunti interessi e spese legali. La presenza di questa ammissione di debito ha permesso al giudice di concedere la provvisoria esecutorietà del decreto: una clausola che impone all’ex tesoriere di saldare il conto subito, senza attendere i tempi canonici delle lunghe dispute civili.
Esecuzione immediata: gli scenari legali dopo il provvedimento
La qualificazione del credito come “certo e documentato” rappresenta lo snodo cruciale della vicenda, rafforzando la tesi del Consiglio dell’Ordine sul piano patrimoniale.
Nonostante l’ingiunzione di pagamento immediato, la legge concede alla destinataria un termine di quaranta giorni dalla notifica per presentare un’eventuale opposizione. Se tale ricorso non dovesse essere depositato entro i tempi stabiliti, il decreto diverrà definitivo e inoppugnabile, chiudendo il cerchio su una vicenda che ha generato profondo imbarazzo e sconcerto negli ambienti legali catanzaresi.
Un colpo durissimo al prestigio dell’istituzione forense
Questo nuovo passaggio giudiziario non è che l’ultimo capitolo di una storia che ha minato la serenità del Coa di Catanzaro. Mentre il percorso civilistico accelera per il recupero delle somme, resta alta l’attenzione sulle possibili evoluzioni della vicenda sotto altri profili.
“L’elemento di rilievo è la qualificazione del credito come certo, che ha consentito l’imposizione del pagamento immediato”, sottolineano fonti vicine all’ambiente giudiziario. La rapidità con cui il Tribunale ha agito dimostra la volontà di tutelare l’integrità patrimoniale di un’istituzione che rappresenta migliaia di professionisti sul territorio.






