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30 Aprile 2026
30 Aprile 2026
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’Ndrangheta, nuovo fronte a Cassano allo Ionio, istituito l’Osservatorio diocesano: “Legalità per arrivare alla giustizia”

Iniziativa per monitorare il fenomeno mafioso e supportare le vittime sul territorio. Monsignor Savino: “Serve coscienza collettiva per contrastare i poteri criminali”

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A Cassano allo Ionio è stato presentato l’Osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi e sulla legalità, nel corso di un convegno ospitato al teatro comunale della città. L’iniziativa punta a creare un presidio stabile di monitoraggio e contrasto alle infiltrazioni criminali, con un’attenzione particolare alle vittime.

Savino: “Studio, denuncia e supporto alle vittime”

A illustrare il progetto è stato Francesco Savino, vescovo della diocesi e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha definito l’Osservatorio uno strumento di osservazione, analisi e denuncia. “Vogliamo accompagnare le persone che subiscono questi poteri, spesso invisibili ma radicati nel territorio”, ha spiegato, sottolineando la necessità di una risposta condivisa e strutturata.

Il convegno: istituzioni e magistratura a confronto

All’incontro, dal titolo “Vangelo e giustizia dialogano. Quale argine contro la ’ndrangheta”, hanno preso parte anche il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D’Alessio e il sindaco Gianpaolo Iacobini.

Savino ha richiamato inoltre la storica visita di Papa Francesco a Sibari nel 2014, quando per la prima volta venne pronunciata la scomunica dei mafiosi, sottolineando l’importanza della formazione delle coscienze.

Il ruolo dei cittadini nel contrasto alla criminalità

Nel suo intervento, il procuratore D’Alessio ha evidenziato come la presenza dello Stato, pur costante, non sia sufficiente senza una partecipazione attiva della società civile. Ha sottolineato la necessità che i cittadini sviluppino consapevolezza e senso civico, elementi fondamentali per contrastare efficacemente la criminalità organizzata.

Un presidio per “tenere sveglie le coscienze”

Il sindaco Iacobini ha definito l’Osservatorio un punto di raccordo tra le realtà del territorio e uno strumento capace di stimolare attenzione e responsabilità anche nelle istituzioni.

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