Il delitto risale al 5 dicembre 2023, quando Umberto Della Nave e la moglie Dina Del Lungo, rispettivamente 83 e 81 anni, vennero trovati senza vita nella loro abitazione dopo un incendio che aveva inizialmente fatto pensare a un cortocircuito. Solo in un secondo momento le indagini hanno ribaltato completamente la ricostruzione iniziale.
La sentenza
I giudici della Corte d’assise hanno accolto la richiesta dell’accusa, riconoscendo la responsabilità di Antonio La Scala, 49 anni, originario di Vibo Valentia, condannato all’ergastolo per omicidio volontario aggravato, rapina e occultamento di cadavere.
Il movente e la dinamica
Secondo quanto ricostruito nel processo, l’imputato avrebbe maturato l’intenzione di agire dopo aver frequentato e conosciuto le vittime, dalle quali aveva ricevuto anche somme di denaro e altri beni. L’uomo, sapendo della presenza di contanti e gioielli nell’abitazione, avrebbe deciso di entrare in casa per compiere una rapina poi degenerata in duplice omicidio.
L’incendio per coprire le tracce
Dopo l’aggressione, l’abitazione sarebbe stata data alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni elemento utile alle indagini. In un primo momento si era ipotizzato un incidente domestico, ma gli accertamenti hanno escluso questa ricostruzione.
Le prove decisive
La svolta investigativa è arrivata grazie ai rilievi tecnico-scientifici, in particolare l’analisi di impronte e materiale biologico, che hanno permesso di collegare l’imputato alla scena del crimine. Il quadro probatorio ha portato all’arresto avvenuto pochi giorni dopo il delitto.







