L’autonomia differenziata torna al centro del dibattito politico. A spingere per un’accelerazione è il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, che ne rivendica la piena legittimità costituzionale e la necessità di una rapida approvazione parlamentare.
“Spero che l’autonomia differenziata venga approvata velocemente – ha dichiarato – non solo perché c’è stato un voto dei lombardi e dei veneti ma soprattutto perché è prevista dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Attraverso l’autonomia differenziata si premiano le Regioni che vogliono lavorare di più e meglio, senza penalizzare le altre”.
Le tensioni nel Centrodestra
Sul fronte della maggioranza, Centinaio ammette l’esistenza di frizioni, in particolare con alcuni governatori del Sud e settori di Forza Italia.
Secondo il senatore leghista, “ci sono forti tentativi di bloccare questo percorso con governatori più attenti a contrastare l’autonomia che a lavorare per rendere le proprie Regioni più efficienti e all’altezza della sfida”.
Tra i nomi evocati nel dibattito politico figura quello del presidente della Calabria Roberto Occhiuto, anche vicesegretario del partito guidato da Antonio Tajani, considerato tra i più cauti sul dossier.
Accuse all’opposizione
Non manca l’attacco alla sinistra, accusata di ostacolare il percorso legislativo:“Altri tentativi di boicottaggio del provvedimento arrivano dalla sinistra – conclude Centinaio – che si è dimenticata che l’autonomia differenziata è stata inserita in Costituzione proprio da un governo presieduto da loro”.
Scenario politico
Il confronto resta acceso mentre si attende l’eventuale nuova versione della riforma, che dovrebbe recepire i rilievi della Corte Costituzionale. La partita si gioca tra accelerazione legislativa e resistenze territoriali sempre più evidenti.







