Un nuovo, inquietante tassello si aggiunge alla cronaca degli ultimi giorni di Jeffrey Epstein all’interno del Metropolitan Correctional Center di New York. Un giudice federale di White Plains ha infatti disposto la pubblicazione di un presunto biglietto d’addio scritto dal finanziere prima del decesso. Il documento è emerso nell’ambito del procedimento giudiziario che vede coinvolto Nicholas Tartaglione, l’ex poliziotto condannato per quadruplice omicidio che ha condiviso la cella con Epstein durante la sua detenzione.
Secondo quanto dichiarato da Tartaglione, il biglietto sarebbe stato rinvenuto dopo un primo tentativo di suicidio messo in atto da Epstein nel luglio 2019, circa tre settimane prima che il finanziere venisse trovato senza vita nella sua cella il 10 agosto dello stesso anno. La difesa di Tartaglione ha utilizzato il documento per fare luce sulle condizioni psicologiche del compagno di cella e sulla dinamica dei fatti avvenuti all’interno del penitenziario.
“Nessun divertimento, non ne vale la pena”: il contenuto del biglietto
Il testo, vergato con una grafia definita “disordinata” e compulsiva, restituisce l’immagine di un uomo che, pur nell’imminenza della fine, cercava di ribadire la propria innocenza o, quantomeno, l’incapacità degli inquirenti di inchiodarlo definitivamente. “Mi hanno investigato per anni e non hanno trovato NIENTE”, si legge nella nota firmata dall’ex finanziere.
Il tono del messaggio oscilla tra la sfida alle autorità e una sorta di cupo nichilismo esistenziale: “Mi hanno indagato per mesi, NON HANNO TROVATO NULLA!!! … È un privilegio poter scegliere il momento in cui dire addio. Che volete che faccia? Che scoppi a piangere?! NESSUN DIVERTIMENTO – NON NE VALE LA PENA!!”. Le parole sottolineano una volontà di controllo sul proprio destino (“il privilegio di scegliere il momento”) e un disprezzo per le conseguenze giudiziarie che stavano per travolgerlo.
Le ombre sulla morte di Epstein e il ruolo di Tartaglione
La pubblicazione di questa nota riaccende inevitabilmente il dibattito sulle falle nel sistema di sorveglianza carcerario statunitense. Nicholas Tartaglione ha sempre sostenuto di aver prestato soccorso a Epstein durante il primo tentativo di suicidio di luglio, nonostante le iniziali accuse di aggressione mosse nei suoi confronti e poi cadute.
Il biglietto, seppur risalente a poche settimane prima della morte definitiva, viene analizzato dagli esperti come una prova della determinazione di Epstein a sottrarsi al processo che avrebbe potuto svelare i dettagli della sua rete di abusi e coinvolgere figure di spicco a livello internazionale. La conferma della sua autenticità e la tempistica del ritrovamento restano elementi centrali per ricostruire il clima di tensione e isolamento che ha preceduto uno dei suicidi più controversi della storia giudiziaria americana recente.







