“La vicenda della Sila-Mare è il simbolo della cattiva amministrazione e un insulto alla dignità dei calabresi”. Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS, interviene duramente sullo stato dei lavori del ponte Ortiano II e dell’intero asse viario della Sila-Mare, denunciando ritardi, promesse mancate e fondi ancora insufficienti.
“Da quattro anni assistiamo a uno spettacolo indecoroso – dichiara Campana – con una Regione che continua ad annunciare miracoli infrastrutturali mentre la realtà restituisce soltanto promesse tradite”.
Il riferimento è al viadotto crollato nel 2023 e ancora in fase di ricostruzione. Una situazione che, secondo il dirigente di Avs, diventa ancora più grave se si considera che l’opera era stata consegnata appena nove anni prima, nel 2016.
I ritardi e la strada ancora incompleta
Campana ricorda che, nonostante gli annunci sulla conclusione imminente dei lavori, il cantiere è ancora aperto. “Siamo a maggio 2026 – sottolinea il portavoce regionale di Europa Verde – e il ponte è ancora in ricostruzione, mentre il tratto a valle della Sila-Mare non ha copertura finanziaria”.
Nel frattempo, la comunità di Longobucco continua a fare i conti con disagi quotidiani. Curve, percorsi alternativi e tempi di percorrenza interminabili restano la normalità per chi vive nell’area interna della Sila.
“Il peggior centrodestra della storia della Repubblica aveva promesso la fine dei lavori nei primi mesi del 2026 – attacca Campana – ma siamo di fronte all’ennesima illusione svanita nel nulla”.
Secondo l’esponente di Avs, adesso il nuovo obiettivo sarebbe luglio 2026. “Terza scadenza, terzo cronoprogramma. Chi scommette sulla quarta?“, aggiunge provocatoriamente.
L’inchiesta giudiziaria e il danno erariale
Al centro delle critiche anche l’inchiesta della Procura di Castrovillari, che nel maggio 2025 ha chiuso le indagini con dodici persone coinvolte tra dirigenti Anas, progettisti, collaudatori e componenti della commissione di gara.
“L’accusa principale – ricorda Campana – riguarda la modifica del progetto originario: i micropali previsti sotto tutti i plinti di fondazione sarebbero stati ridotti da 32 a 15, posizionati soltanto sotto alcuni plinti, aumentando il rischio di scalzamento in alveo”.
A questo si aggiunge il procedimento della Corte dei Conti, che avrebbe contestato a quattro soggetti un danno erariale superiore ai 4 milioni di euro.
“Soldi pubblici bruciati due volte: una per costruire male e una per ricostruire”, sottolinea il portavoce regionale di Europa Verde/Avs.
La polemica sulle inaugurazioni
Nel mirino di Giuseppe Campana finisce anche l’inaugurazione del tratto di 5,5 chilometri tra Bivio del Destro e Cropalati avvenuta a marzo 2025.
“La Regione continua a tagliare nastri mentre le opere restano incomplete”, accusa criticando le celebrazioni istituzionali con assessori e rappresentanti del Governo.
Poi richiama anche le parole dell’ex presidente della Regione Mario Oliverio, che aveva definito quell’inaugurazione “una falsificazione storica”.
“Inaugurare un segmento di strada che non arriva da nessuna parte – sostiene – mentre il ponte è ancora a pezzi e il tratto finale è privo di finanziamenti, non è un risultato ma soltanto becera propaganda“.
Le richieste alla Regione Calabria
Il portavoce regionale di Europa Verde/AVS chiede ora impegni concreti da parte della Regione Calabria. “Serve un impegno formale e vincolante sul rispetto della scadenza di luglio per il viadotto Ortiano II, non l’ennesima rassicurazione assessorile”.
Tra le richieste avanzate anche il finanziamento immediato del secondo stralcio del V Lotto sulla SS531, fondamentale per collegare la Sila-Mare alla Statale 106 e quindi alla costa ionica: “I fondi FSC ci sono ma manca la volontà politica di destinarli”.
Campana propone inoltre un’audizione pubblica in Consiglio regionale, con Anas e Comuni seduti allo stesso tavolo davanti ai cittadini, per fare chiarezza sullo stato complessivo dell’opera.
L’affondo finale sul Ponte sullo Stretto
Nel finale, il rappresentante di Alleanza Verdi Sinistra lega la vicenda della Sila-Mare ai grandi progetti infrastrutturali annunciati dal Governo e dalla Regione.
“Longobucco ha bisogno di una strada, non di nastri”, conclude . “E continueremo a ricordare al presidente Occhiuto che governare significa finire ciò che si inizia, non inaugurare ciò che non è stato ancora completato”.
Poi l’affondo conclusivo: “Se non riescono a concludere quest’opera, proviamo a immaginare cosa potrà accadere tra Reggio e Messina”.







