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9 Maggio 2026
9 Maggio 2026
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Prima ad Anoia, poi i drammi all’Angitola e a Paola: sono tre i morti sul lavoro nel giro di poche ore in Calabria 

A Francavilla un 53 enne è rimasto schiacciato dalla gru su cui stava lavorando nel cantiere del depuratore, mentre sul lungomare del centro cosentino un giovane di 23 anni è stato travolto da una colonna di cemento armato di un lido balneare. L'ira dei sindacati

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Dopo la tragedia ad Anoia, nel Reggino, a poche ore di distanza altri due incidenti sul lavoro colpiscono la Calabria. Il primo ha come vittima un operaio di 53 anni, F.N., originario di Reggio Calabria, morto nel cantiere del depuratore consortile dell’Angitola, in località Carcarella, nel territorio di Francavilla Angitola, in provincia di Vibo Valentia.

L’uomo stava lavorando nell’area interessata dagli interventi di manutenzione e adeguamento dell’impianto di depurazione quando, secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, il camion dotato di gru sul quale stava operando si sarebbe improvvisamente ribaltato. Il mezzo lo avrebbe travolto e schiacciato. Subito dopo si sarebbe sviluppato anche un incendio.

I soccorsi e l’arrivo dei carabinieri

L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma per il lavoratore non c’era ormai più nulla da fare. Il personale medico ha potuto soltanto constatare il decesso dell’operaio.

Nel cantiere sono arrivati anche i carabinieri della Stazione di Filadelfia, che hanno eseguito i rilievi tecnici e avviato gli accertamenti necessari a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Gli investigatori stanno verificando le condizioni operative del mezzo e le fasi di lavoro in corso al momento della tragedia.

I lavori affidati dalla Regione

Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’incidente, la vittima lavorava per una ditta incaricata dalla Regione Calabria di eseguire gli interventi necessari alla rimessa in funzione e all’adeguamento del depuratore consortile.

Le attività nel cantiere riguardavano opere di manutenzione dell’impianto, considerato strategico per il sistema di depurazione dell’area. Resta ora da chiarire cosa abbia provocato il ribaltamento del camion-gru e se vi siano eventuali responsabilità legate alle procedure di sicurezza o alle condizioni operative del mezzo.

Accertamenti in corso sulla dinamica

Le verifiche dei carabinieri proseguono per accertare le cause dell’incidente e stabilire l’esatta sequenza dei fatti che hanno portato alla morte dell’operaio. La salma dell’uomo è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria competente per gli eventuali ulteriori accertamenti disposti nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la tragedia.

L’episodio a Paola

Il secondo, invece, questa mattina sul lungomare di Paola, dove perdere la vita è stato un ragazzo di 23 anni. La morte sarebbe avvenuta in seguito del crollo di una colonna in cemento armato nel corso di alcuni lavori di sistemazione di un lido balneare in vista della imminente stagione estiva. Intervento, inutile, del 118. Sul posto anche Polizia, i Vigili del fuoco, Guardia Costiera e i tecnici dell’Ispettorato del Lavoro. Indagini in corso.

Fillea Cgil Calabria: “Una vera ecatombe”

Di fronte a quanto accaduto la Fillea Ggil Calabria evidenzia: “Siamo davanti all’ennesima “strage” annunciata. A distanza di poche ore, la Calabria conta due morti sul lavoro. Non possiamo più parlare di fatalità. È un vero e proprio operaicidio che continua a consumarsi nel silenzio generale, mentre lavoratori e lavoratrici continuano a uscire di casa senza avere la certezza di farvi ritorno. Queste persone sono vittime del dovere, cadute mentre svolgevano il proprio lavoro, spesso in condizioni difficili, sotto pressione, tra appalti, subappalti, ritmi insostenibili e controlli insufficienti. Ogni volta assistiamo allo stesso copione, cordoglio, dichiarazioni di circostanza, tavoli istituzionali, promesse. Poi tutto torna come prima, fino al prossimo morto. Basta slogan. Basta passerelle. Basta tavoli inutili regionali che non producono alcun cambiamento reale. chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che siano accertate rapidamente eventuali responsabilità. Ma soprattutto chiede che questa lunga scia di sangue venga fermata subito. Perché dietro ogni casco c’è una persona, una famiglia, una vita che non può essere sacrificata sull’altare del profitto e dell’indifferenza”.

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