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9 Maggio 2026
9 Maggio 2026
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Hantavirus, un reggino sotto osservazione dopo il volo Klm della turista morta a Johannesburg

Il Ministero della Salute ha attivato i protocolli di tracciamento su quattro passeggeri italiani. Uno risiede in provincia di Reggio. Le Asp calabresi monitorano la situazione: "Nessun allarmismo”

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C’è anche un residente della provincia di Reggio Calabria, tra i quattro italiani finiti sotto sorveglianza sanitaria dopo il caso di hantavirus collegato alla nave da crociera MV Hondius.
Il Ministero della Salute ha trasmesso i nominativi alle Regioni interessate — Calabria, Campania, Toscana e Veneto — dopo aver ricostruito i movimenti di una passeggera poi deceduta a Johannesburg a causa del virus Andes.
La donna, proveniente dalla crociera, era salita per pochi minuti su un volo Klm diretto nei Paesi Bassi prima di essere fatta scendere per l’aggravarsi delle sue condizioni.
Su quel collegamento viaggiavano anche alcuni passeggeri diretti a Roma in coincidenza. Tra questi, i quattro italiani ora monitorati dalle autorità sanitarie. Nessuno, al momento, presenta sintomi.

Il focolaio sulla nave

L’episodio ha attirato l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali per le caratteristiche insolite del focolaio.
La MV Hondius, nave da spedizione della compagnia olandese Oceanwide Expeditions, era partita da Ushuaia con turisti diretti verso le isole dell’Atlantico meridionale per un viaggio dedicato al birdwatching, l’osservazione ornitologica.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, i casi segnalati sono otto, sei dei quali confermati come infezioni da virus Andes. Tre le vittime accertate.
Il primo caso riguarda un turista olandese di 70 anni, morto l’11 aprile dopo avere manifestato sintomi respiratori gravi durante la navigazione.
L’ipotesi principale è che il contagio iniziale sia avvenuto durante un’escursione nei pressi di Ushuaia, in un’area in cui alcuni passeggeri sarebbero entrati in contatto con roditori infetti o con materiali contaminati.
Un altro passeggero è stato ricoverato a Zurigo, mentre in Spagna sono stati individuati altri contatti sospetti. La nave, con circa 150 persone a bordo, è attesa nelle Canarie per le operazioni di sbarco e controllo sanitario predisposte dalle autorità spagnole.

Cos’è il virus Andes

Il virus Andes appartiene alla famiglia degli hantavirus ed è diffuso soprattutto in Argentina e Cile. A differenza di altri ceppi, può trasmettersi anche da persona a persona, ma solo in circostanze particolari e attraverso contatti stretti e prolungati.
La modalità di trasmissione più frequente resta comunque quella legata all’inalazione di particelle contaminate da urine, saliva o feci di roditori infetti.
I sintomi iniziali sono simili a quelli influenzali: febbre, dolori muscolari, spossatezza, mal di testa e nausea. Nei casi più gravi può svilupparsi una sindrome respiratoria severa con insufficienza polmonare acuta.
Non esistono vaccini né terapie antivirali specifiche contro gli hantavirus.
L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritengono al momento basso il rischio per la popolazione generale e molto basso quello per l’Europa.
Gli esperti escludono scenari assimilabili a quelli vissuti durante la pandemia da Covid-19.

L’Asp di Cosenza: “Nessun allarme”

A intervenire sulla vicenda è anche la dottoressa Rossella Zucco, dirigente del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asp di Cosenza, che ha invitato a mantenere attenzione senza alimentare paure ingiustificate, attraverso suoi canali social.
“In questi casi è corretto monitorare e applicare i protocolli previsti, ma senza creare allarmismi”, ha spiegato, ricordando come le infezioni da hantavirus restino eventi rari su scala globale.
Le misure adottate — tracciamento dei contatti, monitoraggio sanitario e sorveglianza attiva — rientrano nelle normali procedure previste a livello internazionale per episodi di questo tipo.

Come funziona la sorveglianza

La procedura scattata per i quattro italiani, qui di ancheper il reggino, non prevede restrizioni particolari, ma un monitoraggio precauzionale da parte delle autorità sanitarie locali. I passeggeri vengono contattati periodicamente per verificare l’eventuale comparsa di sintomi e ricevono indicazioni sui comportamenti da seguire.
Solo in presenza di sintomatologia scatterebbero ulteriori accertamenti o misure di isolamento.
Ad oggi nessuno dei quattro passeggeri italiani sotto osservazione ha manifestato segni riconducibili all’infezione.

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