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11 Maggio 2026
11 Maggio 2026
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Caso Minetti: la Procura di Milano valuta rogatorie in Uruguay dopo le nuove rivelazioni choc

Le dichiarazioni di un’ex dipendente della tenuta di Punta del Este riaprono il dibattito sulla grazia concessa all'ex consigliera regionale. Si indaga su un presunto sistema di feste e reclutamento di modelle che ricalcherebbe lo schema del passato.

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I magistrati della Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano hanno avviato una serie di accertamenti mirati per fare luce sulla reale condotta di Nicole Minetti durante il periodo trascorso all’estero. L’obiettivo degli inquirenti è verificare se sussistano ancora i presupposti che portarono alla concessione della grazia, analizzando nuovi elementi che sembrerebbero smentire il percorso di ravvedimento o il cambio di stile di vita della donna. In questo contesto, gli uffici giudiziari milanesi stanno valutando l’opportunità di organizzare interrogatori formali fuori dai confini nazionali, attivando gli strumenti di cooperazione internazionale per ascoltare testimoni chiave residenti in Sudamerica.

La testimonianza sulla finca “Gin Tonic”

A scuotere il quadro investigativo sono le rivelazioni pubblicate dal Fatto Quotidiano, che ha raccolto il dettagliato racconto di Graciela Mabel De Los Santos Torres. La donna, per vent’anni massaggiatrice presso la tenuta “Gin Tonic” di Giuseppe Cipriani in Uruguay, ha descritto un ambiente che, secondo la sua versione, non si sarebbe mai discostato dalle dinamiche che portarono alla condanna italiana della Minetti. Le sue parole delineano uno scenario di feste esclusive popolate da ragazze provenienti da vari Paesi e ospiti di alto profilo. La testimone ha dichiarato: “Sono io la testimone dei festini con le escort a Punta del Este. E no, Nicole Minetti non ha mai cambiato vita, ha continuato a fare quello per cui era stata condannata in Italia, il favoreggiamento della prostituzione”.

Il presunto sistema di reclutamento e le accuse di molestie

Il racconto della massaggiatrice si addentra nei dettagli gestionali della finca, descrivendo un meccanismo ben oliato dove il jet set internazionale si mescolava a situazioni di degrado. Secondo De Los Santos Torres, il clima sarebbe mutato drasticamente nel tempo: “Facevo massaggi anche a casa sua. All’inizio era un ambiente diverso: feste, modelle, gente ricca. Poi, col tempo, tutto è diventato altro. Un sistema. Un posto dove arrivavano continuamente ragazze da Brasile, Argentina, Italia per ricchi imprenditori, politici e ospiti importanti. Prima c’erano le presentazioni, gli imprenditori, il jet set argentino, brasiliano ed europeo. Poi restavano gli ‘amici di casa’. E lì iniziavano alcool, droga e sesso”. La donna riferisce inoltre di aver subito pressioni personali, sostenendo che “Giuseppe pretendeva massaggi sempre più intimi. A un certo punto mi chiese apertamente massaggi erotici. Quando mi rifiutai iniziarono i problemi. E Nicole Minetti era lì, presente e indifferente”.

Il ruolo centrale di Nicole Minetti nella tenuta

Dalle dichiarazioni della teste emerge un ritratto di Nicole Minetti come figura operativa e decisionale all’interno della residenza uruguaiana, ben lontana dall’immagine di una presenza passiva. La testimone attribuisce all’ex consigliera compiti specifici nel coordinamento delle giovani ospiti: “Nicole non era una presenza occasionale. Viveva lì per lunghi periodi. Tutti la conoscevano. Era lei a scegliere le ragazze. Pensava al loro aspetto, dall’abbigliamento da indossare al parrucchiere. Tutti la temevano. Quando arrivava lei cambiava il clima anche tra le ragazze era di paura”. Anche sulla gestione familiare il racconto è netto, specificando che “la persona che lo seguiva davvero era Fátima, la tata uruguaiana. Viveva praticamente ventiquattr’ore su ventiquattro con lui. Nicole spesso era altrove per lavoro”. La donna si è detta ora disposta a formalizzare queste accuse davanti ai magistrati milanesi, chiedendo tuttavia adeguate misure di protezione per il timore di ritorsioni.

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