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12 Maggio 2026
12 Maggio 2026
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Aggressione armata sul lungomare di Corigliano-Rossano. La Procura chiude il cerchio su nove indagati

Svolta giudiziaria dopo la violenta sparatoria che ha sconvolto l’area urbana di Rossano nel giugno 2025. Le indagini, supportate da analisi tecniche e sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire il coordinamento del gruppo criminale e il ruolo dei singoli partecipanti.

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La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari ha ufficialmente notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di nove persone. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo e secondo l’attuale fase del procedimento, di reati particolarmente gravi quali lesioni personali volontarie aggravate dall’uso di armi e favoreggiamento in concorso. La posizione dei soggetti è ulteriormente appesantita dall’aggravante del numero dei partecipanti, a testimonianza di un’azione che gli inquirenti considerano orchestrata e corale. L’atto formale è stato consegnato dalla Polizia di Stato sia ai diretti interessati che ai rispettivi collegi difensivi, segnando il passaggio cruciale verso l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

La ricostruzione della notte di fuoco sul lungomare

I fatti risalgono alla notte del 16 giugno 2025, quando il lungomare di Rossano è diventato teatro di una brutale aggressione armata. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il raid si è trasformato in una vera e propria sparatoria mirata a colpire una coppia molto nota nel contesto locale. Le prime fasi dell’inchiesta si sono avvalse in modo determinante delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza comunale. Grazie all’analisi dei fotogrammi, gli agenti avevano inizialmente individuato tre soggetti, un maggiorenne e due minorenni, accusati di aver compiuto atti idonei a cagionare la morte delle vittime, obiettivo non raggiunto per cause indipendenti dalla loro volontà. Per questi tre presunti autori era già scattato il fermo di polizia giudiziaria, successivamente convalidato con la misura della custodia cautelare in carcere.

Indagini tecniche e coordinamento investigativo

Il prosieguo degli accertamenti, coordinati dall’Autorità Giudiziaria e condotti dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano-Rossano con il supporto della Squadra Mobile di Cosenza, ha permesso di ampliare il raggio d’azione. Attraverso complesse attività tecniche e un meticoloso lavoro di comparazione tra i frame video e i profili criminali già censiti negli uffici investigativi, la Polizia ha delineato un quadro indiziario solido anche per le fasi che hanno preceduto il fuoco. È emersa l’esistenza di un gruppo organizzato che avrebbe agito in maniera coordinata, con movimenti studiati e condotte omogenee volte a garantire il successo dell’azione e la successiva impunità.

Competenze giudiziarie e presidio di legalità

Data la natura eterogenea del gruppo coinvolto, le condotte contestate sono attualmente al vaglio di due distinte sedi giudiziarie. La Procura della Repubblica per i Minorenni di Catanzaro procede per i soggetti di età inferiore ai diciotto anni, mentre la Procura di Castrovillari mantiene la competenza sui maggiorenni. L’intera operazione sottolinea l’efficacia della sinergia tra le forze dell’ordine e la magistratura. In questo contesto, la Polizia di Stato ha confermato il proprio ruolo di presidio territoriale, ribadendo l’impegno nel contrasto a ogni forma di prevaricazione e intimidazione per garantire la sicurezza della collettività e la tutela della legalità in un’area sensibile come quella della costa ionica cosentina.

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