Un altro medico aggredito, ieri a Cosenza. L’uomo, in servizio dell’Unità Operativa Complessa di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Cosenza, sarebbe stato vittima di violenze per poi dover ricorrere alle cure del pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per la verbalizzazione dei fatti, ma nonostante la loro presenza l’autore dell’aggressione – a quanto pare un dipendente della stessa Azienda sanitaria provinciale – si sarebbe allontanato.
Il precedente del 23 aprile
Quello consumatosi ieri non sarebbe il primo episodio. Il 23 aprile scorso era stato il direttore della stessa Unità Operativa Complessa, Martino Rizzo, a subire un’aggressione fisica con schiaffi e spintoni, riportando una prognosi di 21 giorni. In quell’occasione era stato lo stesso dirigente ad avvertire per iscritto l’azienda della situazione di pericolo — con note protocollate il 30 marzo, l’8 aprile, il 17 e il 21 aprile 2026 — senza che, secondo quanto da lui denunciato, venisse adottato alcun provvedimento concreto. Sul caso c’è poi stato anche un esposto alla Procura della Repubblica.
Le segnalazioni del personale
Anche i dipendenti dell’unità, tra medici e personale di comparto, hanno formalizzato il proprio disagio a lavorare negli uffici, con segnalazioni scritte indirizzate al commissario straordinario, al referente sanitario, al referente amministrativo, all’ufficio Risk Management e alla direzione delle Risorse Umane dell’Asp.
In una nota protocollata il 5 maggio 2026, il personale descrive un clima di paura diffusa, con diversi lavoratori intenzionati a chiedere il trasferimento in altre sedi. Anche questi fatti sarebbero già all’attenzione della Procura della Repubblica di Cosenza.
L’intervento del senatore Rapani
Su questa sequela di eventi, è intervenuto anche il senatore Ernesto Rapani. “Non si può più restare in silenzio davanti a episodi che stanno generando paura e tensione all’interno dell’Asp di Cosenza”, ha dichiarato, chiedendo verifiche interne e la valutazione di eventuali provvedimenti disciplinari.
“Occorre intervenire subito per garantire sicurezza nei luoghi di lavoro e serenità ai medici e ai dipendenti che operano quotidianamente al servizio dei cittadini”, ha concluso il parlamentare, che ha anche richiamato l’assenza, finora, di una presa di posizione da parte delle organizzazioni sindacali.








