Il clima politico in Calabria si scalda sul tema delicatissimo della gestione dei fondi europei per il dissesto idrogeologico.
I capigruppo di opposizione in Consiglio regionale — Enzo Bruno, Ernesto Alecci, Elisa Scutellà, Filomena Greco e Francesco De Cicco — lanciano un duro atto d’accusa contro la maggioranza, rea a loro dire di voler riscrivere la realtà dei fatti.
Al centro della contesa c’è l’utilizzo delle risorse destinate a riparare i danni del maltempo e il ruolo giocato dall’europarlamentare Pasquale Tridico nel sollecitare l’intervento di Bruxelles.
L’accusa frontale: “Nessuna correttezza verso i calabresi”
Per i leader della minoranza, il tentativo di sminuire l’azione delle opposizioni e di Tridico è un segnale di debolezza politica. “Mistificare i fatti per poi arrampicarsi sugli specchi non è certamente un esercizio di correttezza nei confronti dei calabresi”, esordiscono nella nota congiunta.
“A differenza della propaganda noi continuiamo a ragionare sui fatti e sugli atti ufficiali”. Secondo i capigruppo, è fondamentale ristabilire l’ordine degli eventi: “Per quanto ci risulta, il Governo italiano ha effettivamente presentato richiesta di accesso al Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e, come confermato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella risposta all’interrogazione presentata dall’europarlamentare Pasquale Tridico e dal collega Giuseppe Antoci, esiste la possibilità di utilizzare anche i 156 milioni di euro di fondi FESR destinati alla prevenzione idrogeologica in Calabria“.
Il nodo della cronologia e il pressing di Bruxelles
L’opposizione insiste su un punto fermo: l’esecutivo nazionale si sarebbe mosso solo dopo essere stato “messo alle strette” dalle istituzioni europee.
“La ricostruzione cronologica dei fatti non può essere alterata in base alle convenienze politiche”, denunciano con fermezza. “La richiesta avanzata dal Governo arriva infatti dopo la risposta ufficiale della Commissione europea del 12 marzo 2026”, sottolineano, ricordando che tale risposta è stata la conseguenza diretta della lettera inviata da Tridico e Antoci nei giorni immediatamente successivi all’ondata di maltempo che ha colpito Calabria, Sicilia e Sardegna. “Questo va detto per correttezza istituzionale e rispetto della verità”, ribadiscono i capigruppo di opposizione.
Il ruolo di Tridico e la bocciatura della mozione in Aula
Nella nota viene rivendicato con forza il lavoro svolto dall’ex presidente Inps, dal 2024 capodelegazione del M5S al Parlamento europeo: “Da europarlamentare sta portando avanti con grande attenzione le istanze della Calabria nelle sedi europee. È un valore aggiunto per la nostra regione e non ha mai perso il contatto con i problemi reali dei territori“.
Resta però l’amarezza per l’esito del dibattito in Consiglio regionale, dove la maggioranza ha respinto la mozione presentata dalle minoranze. “Se davvero la maggioranza riteneva che il percorso fosse già stato avviato e che l’iniziativa dell’opposizione fosse superata dai fatti, avrebbe potuto semplicemente approvare la mozione o integrarla”, osservano i capigruppo.
Una richiesta di risposte concrete oltre le polemiche
La conclusione della nota è un appello alla concretezza, lontano dai giochi di palazzo che hanno portato a cancellare “qualsiasi assunzione formale di responsabilità politica”.
I capigruppo Bruno, Alecci, Scutellà, Greco e De Cicco sono convinti che il pressing europeo abbia sbloccato una situazione di stallo pericolosa: “Noi continuiamo a ritenere che il lavoro svolto in sede europea, indipendentemente da chi governa la Calabria, sia utile ai calabresi e abbia contribuito a sbloccare un percorso che rischiava di restare fermo“.
“I cittadini colpiti dal maltempo hanno bisogno di risposte concrete, risorse e interventi certi, non di polemiche strumentali”, chiosano i rappresentanti di minoranza, rigettando ogni discussione sulla “provenienza geografica” di chi si spende per il territorio.








