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16 Maggio 2026
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Acqua Leo, scoppia la bufera sulla nota “interna” dell’Asp. I legali dell’azienda: “Allarme senza verifiche e danno immagine”

Gli avvocati contestano la diffusione del documento del presidio di Soverato: “Analisi preventive già effettuate”. Ora si indaga sulle ‘analisi irripetibili’ mentre il caso rimbalza sui social”

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“In riferimento alla notizia apparsa in data 12 maggio scorso che ha visto quale protagonista, suo malgrado l’azienda “Acqua Leo”, in qualità di difensori della società titolare del relativo marchio, con riserva di tutelare il buon diritto della nostra assistita nelle sedi competenti, intendiamo chiarire i contorni dell’incresciosa vicenda.  Si contesta l’operato dell’ASP di Catanzaro che incautamente, senza aver prima proceduto alle necessarie verifiche, ha consentito la divulgazione di una nota a firma del Direttore del P.O. di Soverato, contenente la mera richiesta di sospensione cautelativa dello specifico lotto dell’acqua Leo (L.118 da 0,5 l) destinato e consegnato esclusivamente alla mensa ospedaliera”. E’ quanto affermano Giuseppe Costabile, Ileana Pileggi e Gianfilippo Maradei, avvocati dell’azienda “Acqua Leo”

La nota ad uso unicamente interno e cautelativo

Gli avvocati aggiungono: “Siffatto contegno ha generato, in brevissimo tempo, un ingiustificato allarmismo in ragione dell’enorme diffusività della notizia anche tramite social media.  Allarmismo ingiustificato per due ordini di motivi: la società titolare del marchio Acqua Leo, ha effettuato, anche sul lotto n. 118, come da protocollo, tutte le analisi di laboratorio prima di immettere sul mercato il prodotto, accertandone la perfetta conformità ai parametri di legge previsti; il lotto attenzionato riguarda esclusivamente quello consegnato al Presidio Ospedaliero di Soverato; la stessa nota interna, infatti, disponeva in via meramente cautelare la sospensione dell’utilizzo delle sole bottigliette destinate alla mensa ospedaliera senza alcun riferimento ad altri lotti o alla distribuzione sul mercato del prodotto.  A distanza di oltre 3 giorni dall’accaduto l’ASP non ha ancora provveduto a fissare/comunicare l’inizio delle “analisi irripetibili” sul campione prelevato, ai sensi dell’art. 223 del Dlgs n. 271/1989”.

La palla a un laboratorio esterno accredito dal Ministero

Concludono gli avvocati: “Atteso il gravissimo danno reputazionale e patrimoniale che sta subendo la società titolare del marchio Acqua Leo, a causa dell’incauta fuoriuscita della predetta nota interna all’Asp, in attesa delle necessarie verifiche ufficiali, la società nostra assistita, facendosi parte diligente, ha incaricato un laboratorio esterno all’azienda accreditato dal Ministero, di effettuare, a tutela della salute dei consumatori, ulteriori analisi sul caso che hanno evidenziato, incontrovertibilmente, l’assenza di qualsivoglia contaminazione”.

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