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17 Maggio 2026
17 Maggio 2026
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“Progetto Civico Italia” sbarca in Calabria e punta Catanzaro 2027. Guerriero spiega perché ha scelto Onorato (e Salis)

Il coordinatore regionale del nuovo movimento: "Meno logiche verticistiche e più ascolto dei territori". Dal Mezzogiorno al centrosinistra calabrese, fino al futuro candidato sindaco di Catanzaro: "Più che il nome, conterà il progetto"

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Fabio Guerriero, da più di 20 anni è una personalità attiva nel panorama politico e sindacale calabrese, in particolare nell’area di Catanzaro. Ex dirigente nazionale del PD e già segretario generale UIL COM Calabria, si dedica a tempo pieno all’impegno politico civico. Il suo profilo unisce esperienza lavorativa nel settore delle telecomunicazioni, attività sindacale e impegno politico nel centrosinistra. Oggi è coordinatore regionale di una nuova iniziativa politica dal volto civico.

“Progetto Civico Italia” è il nome scelto per questo nuovo soggetto politico, il cui promotore nazionale è Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Grandi Eventi, Sport e Moda del Comune di Roma. Il movimento si colloca nell’area del centrosinistra riformista, dichiarando come obiettivo quello di costruire una rete di amministratori locali, cittadini e professionisti per superare la logica dei partiti tradizionali e riportare la politica vicino ai territori. Già nel 2021, durante la campagna elettorale a Catanzaro, Fabio Guerriero parlava di un “patto civico” per superare le barriere ideologiche. L’idea del civismo, dunque, non nasce oggi, ma è un filo conduttore del suo percorso politico.

Oggi a Catanzaro è stato presentato il Progetto Civico Italia. Di cosa si tratta e perché ha deciso di partecipare?

“Progetto Civico Italia è un progetto politico che nasce dal basso, promosso da Alessandro Onorato, che mette insieme amministratori locali, cittadini e competenze diffuse sui territori. Oggi a Catanzaro abbiamo dato il via a questo percorso anche in Calabria, con una partecipazione importante e con l’obiettivo di costruire una nuova proposta politica riformista, popolare e concreta, dentro il centrosinistra.

È un’iniziativa che nasce dall’esigenza di colmare la distanza tra politica e cittadini, mettendo al centro i problemi reali: lavoro, sanità, sicurezza, sviluppo economico. Questa rete oggi conta più di cinquecento amministratori in tutta Italia e punta a rafforzare il centrosinistra attraverso il pragmatismo e la capacità amministrativa.

Ho deciso di partecipare attivamente a questo progetto perché credo serva un cambiamento vero: meno logiche verticistiche e più ascolto dei territori. È da qui che può ripartire una politica credibile e non fatta solo di slogan vuoti e di facile propaganda.”

Nel suo intervento ha toccato temi molto concreti. Quale considera la priorità assoluta per il Mezzogiorno?

“La povertà è uno dei problemi più gravi che abbiamo oggi. Nel Mezzogiorno riguarda oltre il 10% della popolazione in maniera assoluta. Ma il dato più impressionante è che quasi il 48% degli italiani vive con difficoltà, limitandosi ai beni essenziali e dovendo spesso scegliere se pagare una bolletta o fare la spesa. Ci sono quasi un milione e mezzo di bambini che non riescono a mettere insieme pranzo e cena. È una situazione devastante, aggravata dal fatto che anche chi lavora spesso resta povero, con stipendi insufficienti per vivere dignitosamente.”

Lei ha criticato le politiche del governo sul reddito e sul lavoro. Qual è la vostra proposta alternativa?

“Riteniamo che sia stato un errore smantellare il reddito di cittadinanza senza una vera alternativa strutturata. Serve invece rafforzare gli strumenti di sostegno, rendendoli più efficaci e collegati al lavoro. Bisogna garantire salari dignitosi attraverso i contratti collettivi e introdurre tutele reali. Non è accettabile che una persona lavori e non riesca a sostenere le spese fondamentali. Inoltre serve una maggiore equità fiscale: oggi i piccoli imprenditori pagano molto più delle grandi multinazionali, ed è una distorsione che va corretta.”

Qual è oggi, secondo lei, la situazione del centrosinistra in Calabria e cosa dovrebbe cambiare?

“Il centrosinistra calabrese deve ritrovare sé stesso. Deve tornare a parlare dei suoi temi: lavoro, diritti, sicurezza, migrazione, bisogni reali delle persone. Ricucire quella distanza che oggi si avverte tra chi fa politica e chi vive la vita di tutti i giorni.

Per essere una vera alternativa deve rinnovarsi, aprirsi a nuove energie e competenze e smettere di inseguire logiche che lo hanno allontanato dai cittadini; vogliamo rafforzarlo con un contributo concreto, riformista e anche radicale, capace di interpretare davvero le esigenze della popolazione calabrese.”

Che ruolo vuole avere questo progetto all’interno del centrosinistra?

“Ci riteniamo organici al centro sinistra e la nostra intenzione è quella di rafforzarne il perimetro con una proposta politica seria e concreta. Non ci definiamo come una forza moderata, vogliamo essere riformisti, attivi e le nostre proposte dovranno essere basate sull’azione amministrativa e sulla competenza. Ci rivolgiamo agli amministratori, agli imprenditori, al terzo settore: a tutte quelle persone che ogni giorno costruiscono soluzioni reali. Solo così si può tirare fuori l’Italia e la Calabria dalla situazione attuale.”

Guardando le amministrazioni locali e parlando di Catanzaro, a meno di un anno dalla scadenza del mandato del sindaco Fiorita, ci può dire a suo avviso che caratteristiche dovrebbe avere il prossimo candidato sindaco di centrosinistra?

“Più che il nome, conterà il progetto. Serve un programma concreto, fattibile, credibile. Poi bisogna individuare quella donna o quell’uomo capace di renderlo operativo. Il candidato ideale dovrebbe essere una figura dalla società civile con esperienza amministrativa diretta perché dovrà coniugare capacità amministrativa, conoscenza del territorio e sensibilità verso i problemi quotidiani e reali dei cittadini. Solo così si potrà ricostruire quella fiducia che spesso rimane visibile solo nei piccoli comuni dove il sindaco è l’interfaccia diretta con la gente.”

In conclusione, qual è il messaggio che oggi vuole lanciare ai cittadini?

“Chiedo ai cittadini di tornare protagonisti: la politica deve guadagnarsi la fiducia, non pretenderla. Noi vogliamo farlo con i fatti. Chiedo di votare con consapevolezza, pensando al futuro e non a irrealizzabili promesse o ai rapporti personali. Abbiamo perso troppe occasioni importanti, e non possiamo permettercelo ancora. Ora è il momento di cambiare: noi siamo pronti, ma serve l’impegno di tutti.” (ma.co)

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