Il sipario sul campionato della Reggina cala in un pomeriggio siciliano carico di significati e povero di reali prospettive di festa. Alle ore 16, sul manto erboso del “Tomaselli” di Caltanissetta, la squadra amaranto sfida i padroni di casa della Nissa per l’ultimo atto dei playoff. Si tratta di una finale che l’ambiente percepisce inevitabilmente in tono minore, schiacciata tra l’amarezza per la mancata promozione diretta e le vibranti proteste della tifoseria organizzata, che ha scelto di non seguire la squadra in trasferta. Ai siciliani, in virtù del miglior piazzamento, basterà anche un pareggio al termine dei novanta minuti per aggiudicarsi gli spareggi, costringendo gli ospiti a inseguire un solo ed evidente risultato: la vittoria.
L’orgoglio di Torrisi e l’analisi dei numeri
Alla vigilia della trasferta, l’allenatore amaranto ha voluto fare quadrato intorno allo spogliatoio, rivendicando la bontà del lavoro svolto sul campo e analizzando le oggettive difficoltà strategiche che hanno caratterizzato l’annata. “Stiamo chiudendo la stagione in un clima non certo ideale anche perché la protesta dei tifosi si fa sentire, ma metteremo sul terreno il nostro orgoglio” ha esordito il tecnico, delineando la complessità del momento.
“Incontreremo una squadra che ci tiene enormemente ad appuntamento del genere. Si tratta di una società importante che ha investito ingenti risorse per approdare in Lega Pro. I giallorossi, lo ripeto da diverso tempo, dispongono di un notevole reparto offensivo. Dovremo, quindi, fare attenzione. Nessuno di noi avrebbe voluto disputare i playoff in un momento del genere, anche a causa di un clima che non è dei migliori. Andremo a Caltanissetta senza i nostri tifosi e dalla nostra parte avremo un solo risultato. Non partiremo coi favori del pronostico, però niente calcoli. Bisognerà provare, nonostante il periodo, a superare la compagine siciliana, mettendo in campo il nostro orgoglio. L’esito del match non cambierà i valori del girone. Alla piazza di Reggio, aggiungo, non so quanto interessi realmente la sfida odierna. Snocciolando un po’ di numeri, lo dico con orgoglio, abbiamo la media punti più alta del torneo, la difesa meno perforata e il record di successi, a testimonianza che qualcosa di positivo è stato realizzato. La Reggina, sotto la mia gestione, ha avuto un percorso virtuoso. Lo strepitoso rendimento non si è purtroppo concretizzato con il salto di categoria. La rimonta c’è stata, ma è stato il Savoia alla fine a festeggiare. Promozione meritata da parte dei campani”.
Il nodo del centravanti e il peso della contestazione
L’allenatore si è poi soffermato su uno dei temi tattici e di mercato che maggiormente hanno infiammato il dibattito tra gli addetti ai lavori e i sostenitori durante l’intero arco del torneo: l’assenza di un vero e proprio bomber d’area di rigore in grado di capitalizzare la mole di gioco prodotta.
“La contestazione si è fatta sentire e per noi non è un bel periodo” ha ammesso con realismo Torrisi, prima di passare all’analisi del reparto offensivo. “Con un centravanti in doppia cifra forse oggi saremmo al fianco della capolista. Ma nel calcio i se e i ma non contano. Le statistiche certificano le poche reti segnate. Un dato che non scalfisce il rendimento dei ragazzi. Tornando ad analizzare le operazioni in entrata e in uscita, si è fatto quello che si è potuto. Non è giusto soffermarsi su chi poteva arrivare anziché su chi è arrivato”.
Le incertezze societarie e i ritardi per il nuovo campionato
Al di là del verdetto novanta minuti del “Tomaselli”, lo sguardo del tecnico è già inevitabilmente proiettato verso il futuro, un orizzonte che al momento appare denso di nubi e segnato da un preoccupante silenzio da parte della proprietà . Le voci di un possibile disimpegno o di una cessione delle quote del club continuano a rincorrersi, alimentando i dubbi di una piazza già profondamente delusa.
“Le questioni extra campo cerchiamo di isolarle, ma le incertezze sul futuro permangono. Si legge di eventuali cessioni e la società non ha mai smentito. Probabilmente ci sono situazioni in itinere e non ho mai parlato con la dirigenza. Una cosa è certa: la pianificazione in vista del nuovo campionato va avviata nell’immediato e si è già in ritardo. Oggi si può operare sul mercato puntando alle prime scelte e non più alle seconde opzioni” ha concluso il tecnico catanese, lanciando un chiaro monito ai vertici societari sulla necessità di muoversi senza ulteriori indugi.








