Amministrative, grandi opere, sanità e scontro politico. La vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, attacca il centrodestra calabrese e il governo nazionale. Affronta i temi delle elezioni nei principali comuni della regione, il “caso Villapiana”, quindi lo scontro con l’assessore Gianluca Gallo, il nodo infrastrutture e il futuro del campo progressista.
Amministrative, grandi opere, sanità e scontro politico
Partiamo dalle imminenti elezioni amministrative. Molti comuni calabresi importanti, tra cui Crotone, San Giovanni in Fiore e Reggio Calabria, sono chiamati al voto. Che clima si respira?
“Credo che in Calabria sia arrivato il momento di voltare pagina. Crotone è l’esempio più evidente di una stagione politica che ha deluso le aspettative dei cittadini. Il sindaco uscente aveva costruito la sua campagna elettorale sulla bonifica e sulla tutela della salute pubblica, promettendo un atteggiamento intransigente nei confronti di Eni. Una volta eletto, però, ha finito per mutuare proprio quelle logiche di potere che contestava.
Noi proponiamo un’alternativa chiara con la candidatura di Giuseppe Trocino e da una coalizione progressista ampia. Spero che i crotonesi abbiano voglia di rialzare la voce.
Anche quello di San Giovanni in Fiore è un passaggio molto importante: li abbiamo il candidato sindaco di centrodestra che è il marito dell’ex sindaca, ex presidente di Provincia e attuale consigliera regionale potenziale assessore. Un indecenza. Non possiamo considerare nomale e accettabile questo schema familistico della politica. Io sostengo una proposta nuova, giovane e di sinistra come quella di Luigi Candalise.
A Reggio Calabria, invece, abbiamo scelto responsabilmente di non dividere il fronte progressista e sostenere, quindi, Domenico Battaglia del Pd. L’obiettivo del Movimento 5 Stelle resta quello, dove possibile, di rafforzare la nostra presenza sui territori e costruire alleanze con una nuova classe dirigente locale”.
Il caso Villapiana
In settimana è esploso il “caso Villapiana”. L’assessore regionale Gianluca Gallo le ha risposto accusandola di aver manipolato un video. Come replica?
“L’accusa è falsa e infamante. Non c’è stata alcuna manipolazione, ho semplicemente condiviso e commentato delle dichiarazioni gravissime contenute in un video già pubblicato sui social. Non ho mai portato lo scontro sul piano personale, perché non ho nulla contro Gianluca Gallo come persona.
Anzi, credo che un rappresentante delle istituzioni avrebbe dovuto chiarire e correggere certe affermazioni. Nel video successivo, invece, la toppa è stata peggio del buco perché l’assessore non ha smentito, ha confermato l’impostazione di fondo limitandosi ad accusarmi”.
Al di là della polemica, qual è il tema politico che vuole sollevare?
“Il problema vero è l’idea di politica che emerge da certe dichiarazioni. La politica del bisogno, per cui i diritti diventano concessioni. Per ottenere un finanziamento o accedere a un bando pubblico un cittadino non dovrebbe essere costretto a fare avanti indietro da Catanzaro e anticamera davanti all’ufficio dell’assessore di turno. Questo sistema crea dipendenza e alimenta il clientelismo, perché trasforma ciò che spetta per diritto in un favore concesso dalla politica, cui poi si ritiene di essere riconoscenti a vita.
Dopo il mio intervento ho ricevuto tantissime testimonianze da cittadini e amministratori locali che mi hanno raccontato episodi analoghi in varie zone della Calabria. È un meccanismo consolidato che ha il solo fine di rafforzare chi detiene il potere politico invece di lavorare davvero per il bene comune”.
“La filiera istituzionale non sta funzionando”
Il centrodestra rivendica spesso la cosiddetta “filiera istituzionale” tra Regione e Governo nazionale. Nei fatti, quali risultati sta producendo?
“I dati raccontano una realtà tutt’altro che florida. La Calabria continua a classificarsi agli ultimi posti per qualità della vita, sanità, ambiente ed economia. Anche in agricoltura, ad esempio. Basterebbe guardare i dati del valore aggiunto e dell’export in agricoltura e compararli con quelli di altre regioni del Sud, come Puglia e Campania, per capire che siamo ancora molto indietro e che non si stanno creando le condizioni perché l’agricoltura diventi davvero un asset strategico. I fondi di cui ci si vanta derivano da bandi europei e progetti nazionali, ma non c’è una visione si sviluppo della capacità di trasformazione delle materie prime, ad esempio.
Se per filiera istituzionale si intende un presidente affetto da mutismo quando il Ponte sullo Stretto drena risorse enormi, mentre l’Alta Velocità ferroviaria per la Calabria ne esce sostanzialmente cancellata, sempre nel silenzio della Regione, o quando si approvano le pre intese dell’autonomia differenziata per consentire alle regioni più ricche di retribuire meglio il personale sanitario, si può dire che questa filiera funziona solo per la politica e non per le istituzioni, tantomeno per i cittadini”.
Ha accennato all’autonomia differenziata…
“È una riforma che rischia di ampliare ulteriormente i divari territoriali. Le regioni più forti avranno più risorse e migliori servizi, mentre territori fragili come la Calabria rischiano di perdere competenze, professionisti e opportunità. Sarebbe un colpo durissimo per lo stato sociale”.
Il “nodo” alta velocità e la dorsale ionica
Uno dei punti più discussi è il nodo di Tarsia. Perché lo ritiene così importante?
“Perché cancellare il passante di Tarsia significa tagliare fuori per sempre tutta la dorsale ionica dalla rete dell’Alta Velocità. È una scelta gravissima. Trovo anche molto contraddittorio sostenere che un traforo ferroviario (che attraverserebbe il Pollino, ndr) non sia realizzabile per motivi idrogeologici e, contemporaneamente, considerare fattibile il ponte a campata unica più lungo del mondo in un’area ad altissimo rischio sismico. La verità è che si preferisce puntare su un’opera simbolica invece di investire davvero nelle infrastrutture che servono ai cittadini”.
Sulle infrastrutture ioniche risalenti al periodo vittoriano, il dibattito resta molto acceso.
“La linea ionica vive una condizione di ritardo storico. I passi avanti compiuti negli ultimi anni derivano soprattutto da investimenti programmati durante il governo Conte e attraverso il Pnrr.
L’elettrificazione ferroviaria è stata avviata nel 2018, il Frecciarossa Sibari-Bolzano è stato attivato durante la nostra esperienza di governo e la Statale 106 ha avuto un’accelerazione decisiva quando il governo Conte l’ha inserita tra le opere strategiche nazionali”.
“Tensioni continue all’interno della coalizione di governo“
Guardando allo scenario politico nazionale, le opposizioni sembrano aver ritrovato vigore anche grazie alla mobilitazione referendaria. Che aria si respira a Roma? Che momento vive il governo Meloni?
“Credo che la maggioranza stia attraversando una fase di difficoltà evidente. La sconfitta del referendum, ennesima scommessa persa di Meloni e company è stato un terremoto politico e abbiamo assistito a diverse retromarce del governo, anche su questioni importanti.
Sulla legge elettorale e su altri temi strategici, come la politica internazionale, si vedono tensioni continue all’interno della coalizione. Ognuno sembra preoccuparsi più del proprio interesse di partito che di una visione comune”.
Il futuro del campo progressista
In questo scenario, quale sarà il ruolo del Movimento 5 Stelle?
“Stiamo lavorando per costruire un’alternativa credibile. Lo facciamo attraverso il percorso partecipato di ‘Nova’, che in Calabria ha registrato una partecipazione importante anche da parte della società civile. Vogliamo arrivare al confronto con le altre forze progressiste con idee e proposte concrete”.
Le primarie possono essere la strada giusta per scegliere la leadership del centrosinistra?
“Sì, credo siano lo strumento più democratico e più rispettoso delle rispettive comunità politiche. Chi vincerà avrà una legittimazione forte.
Penso che Giuseppe Conte ed Elly Schlein possano confrontarsi seriamente sui contenuti, senza trasformare tutto in uno scontro personale”.
Di recente Giuseppe Conte l’ha nominata vicepresidente del Movimento 5 Stelle. Come vive questo nuovo ruolo?
“Ho sempre vissuto la politica come un servizio, ancora prima di entrare in Parlamento. Questa nomina rappresenta per me uno stimolo ulteriore a lavorare con ancora più responsabilità. Sono grata al presidente Conte per la fiducia e affronto questo incarico con grande senso del dovere”.








