Il pm della Dda di Catanzaro, Roberto Cubellotti, ha chiesto 11 condanne nel troncone celebrato con il rito abbreviato dell’inchiesta denominata “Blizzard-Folgore”, l’operazione che aveva puntato i riflettori sulle presunte nuove leve della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di associazione di tipo ‘ndranghetistico, tentata estorsione, usura, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, accesso indebito di cellulari in carcere e diversi reati in materia di armi, tutti aggravati, secondo l’impostazione accusatoria, dal metodo mafioso. Il blitz, eseguito dalla Dda con il nome in codice Blizzard-Folgore, aveva portato all’arresto di 17 persone tra Crotone, Milano, Verona, Bolzano, Napoli, Perugia e Caltanissetta.
Le richieste di pena
Davanti al gup distrettuale Pietro Agosteo, chiamato a giudicare gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, la pubblica accusa ha sollecitato pene fino a 10 anni e 4 mesi di reclusione. La richiesta più alta riguarda Pasquale Manfredi, 49 anni, detto “Scarface”, ergastolano e ritenuto dall’accusa figura di vertice dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta, che avrebbe tentato di riorganizzare la cosca anche dal carcere.
Queste le richieste formulate dal pm: Antonio Francesco Arena, 35 anni: 10 anni e 2 mesi; Francesco Garofalo, 67 anni: 2 anni e 2mila euro di multa; Antonio Giardino, 49 anni: 8 anni e 2 mesi; Marilena Manfredi, 39 anni: 4 anni e 4 mesi; Pasquale Manfredi, 49 anni: 10 anni e 4 mesi; Giulia Mercoledisanto, 48 anni: 2 anni; Giuseppe Porcelli, 48 anni: 2 anni; Antonio Ruggiero, 43 anni: 2 anni; Salvatore Gareri, 42 anni: 2 anni e 10 mesi; Luigi Manfredi, 52 anni: 2 anni; Luigina Verterame, 45 anni: 2 anni.
La cosca Arena e le ramificazioni fuori dalla Calabria
Secondo la ricostruzione della Dda, la cosca sarebbe operante sul territorio di Isola Capo Rizzuto, ma con ramificazioni anche in Alto Adige, Lombardia e Veneto. Nell’inchiesta viene indicato un ruolo di rilievo per Antonio Francesco Arena, figlio di Pasquale Arena, detto “Nasca”, ritenuto elemento di vertice del ramo “Chitarra” dell’omonima cosca. Arena, secondo l’accusa, sarebbe stato chiamato a intervenire per dirimere contrasti sul territorio di Isola Capo Rizzuto e a partecipare alle riunioni più delicate.
La cosca Arena viene descritta dagli inquirenti come una delle consorterie più antiche della Calabria, con radici investigative che risalirebbero al 9 gennaio 1975, prima ancora dell’introduzione del 416 bis, e con una successiva evoluzione tale da consentirle di estendere la propria influenza anche fuori dai confini regionali.
Le prossime udienze
Le prossime udienze sono state fissate per il 13 novembre e il 18 gennaio 2027. Saranno dedicate alle arringhe difensive e alla successiva sentenza. Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Guido Contestabile, Gianni Russano, Roberto Coscia, Francesca Buonopane e Luigi Villirilli.








