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28 Maggio 2026
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“Liberi Subito”, la sfida della Calabria: parte la raccolta firme per il suicidio medicalmente assistito

L’Associazione Luca Coscioni lancia anche in Calabria la proposta di legge popolare per garantire tempi certi e procedure uniformi nell’accesso al fine vita: “Un diritto già riconosciuto non può restare solo sulla carta”

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L’Associazione Luca Coscioni invita la stampa al primo tavolo di raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” proposta dall’Associazione Luca Coscioni, finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Parte, dunque, anche in Calabria, dopo Lombardia, Piemonte e Lazio, l’iniziativa popolare per chiedere al Consiglio regionale e quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna, dove sono state approvate leggi regionali per garantire tempi e procedure certe nell’accesso al suicidio medicalmente assistito.

La sentenza della Corte Costituzionale

La sentenza n. 204/2025 della Corte Costituzionale ha chiarito, infatti, che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile. La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo: procedure certe per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie. Interverrano i membri del Comitato promotore Liberi Subito Calabria: Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso, Maria Teresa Prestanicola e gli attivisti della Cellula Coscioni di Reggio Calabria: Damiano Barbagallo e Serena Violante, Silvia Martino, Sebastiano Plutino. 

Le parole di Cappetto

Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Fino ad ora non è stato mai consentito ad alcun cittadino calabrese di ottenere l’aiuto alla morte volontaria, e questo dato, a fronte di una realtà sociale che non abbiamo motivo di ritenere di essere diversa da quella di altre regioni, non può che essere il risultato della disinformazione di medici e pazienti e dell’assenza di norme regionali attuative della sentenza della Corte costituzionale. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, chiediamo al Consiglio regionale della Calabria di intervenire. Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali,  alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni calabresi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

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