L’aumento dei prezzi dei carburanti torna al centro del dibattito in Calabria. La segreteria regionale di Confail Faisa ha trasmesso una segnalazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Calabria e, per conoscenza, al Codacons Calabria, esprimendo forte preoccupazione per quella che definisce una dinamica ormai strutturale nel mercato dei carburanti, aggravata dalle tensioni internazionali che continuano a incidere sui costi energetici.
Secondo il sindacato, il rincaro del gasolio rischia di produrre effetti significativi non soltanto sui bilanci delle famiglie, ma anche sull’intero comparto della mobilità e del trasporto pubblico locale.
Gasolio sopra quota 2,15 euro: il dato sulla Calabria
Nella comunicazione inviata alle istituzioni, Confail Faisa Calabria evidenzia che la regione si colloca attualmente al secondo posto in Italia per costo medio del gasolio self-service, attestato a 2,158 euro al litro.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sugli aumenti registrati nelle ultime settimane, sostenendo che, nonostante gli interventi annunciati sul fronte delle accise, i prezzi di benzina e diesel abbiano subito incrementi complessivi compresi tra 30 e 40 centesimi al litro.
L’impatto su famiglie, autotrasporto e trasporto pubblico locale
Nella nota ufficiale, la sigla sindacale sostiene che gli effetti degli aumenti risultino particolarmente rilevanti in Calabria, dove il trasporto su gomma rappresenta una componente essenziale della mobilità di persone e merci.
Confail Faisa afferma che, mentre in altre aree del Paese gli incrementi sarebbero rimasti più contenuti, sul territorio calabrese il rialzo dei prezzi avrebbe avuto conseguenze più marcate per le famiglie e per gli operatori dell’autotrasporto. La stessa organizzazione richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà delle aziende del Trasporto Pubblico Locale, già alle prese con l’aumento dei costi energetici.
Sempre nella comunicazione indirizzata alle istituzioni, il sindacato sostiene che il progressivo incremento delle spese per carburanti, energia elettrica, gas e beni di prima necessità rischi di incidere ulteriormente sul quadro economico regionale e sul potere d’acquisto dei cittadini.
La richiesta alle istituzioni
Confail Faisa chiede l’apertura di un confronto con il Governo, con il Ministero competente e con la Regione Calabria per individuare misure capaci di contenere gli effetti dei rincari.
Nella nota, il sindacato afferma che eventuali interventi sulle accise dovrebbero tradursi in benefici concreti per la popolazione e sostiene che non sia possibile parlare di reale riduzione del caro carburanti in presenza di prezzi che continuano a registrare aumenti.
L’intervento del Codacons Calabria
Sul tema è intervenuto anche il Codacons Calabria, che ha sollecitato controlli sull’andamento dei prezzi dei carburanti nella regione e la convocazione di un tavolo di confronto tra istituzioni, associazioni dei consumatori e rappresentanti delle imprese.
L’associazione ritiene che il caro carburanti rappresenti una questione che coinvolge non solo le dinamiche di mercato, ma anche l’accessibilità alla mobilità per cittadini e lavoratori. Il Codacons ha inoltre reso noto di valutare eventuali iniziative legali e amministrative qualora non dovessero arrivare risposte ritenute adeguate da parte delle istituzioni competenti.
Quadro in evoluzione
Le richieste avanzate da Confail Faisa e Codacons si inseriscono in un contesto caratterizzato dall’attenzione crescente verso l’andamento dei prezzi energetici e dei carburanti. Le organizzazioni coinvolte chiedono verifiche e interventi istituzionali, mentre resta aperto il confronto sugli effetti che i rincari possono avere sul sistema dei trasporti e sull’economia delle famiglie calabresi.









