Alla vigilia della Festa della Repubblica, nel cuore del Quirinale, il momento più intenso non è arrivato dai discorsi ufficiali né dal protocollo. Ha avuto il volto sorridente di Sofia, nove anni, originaria di Polistena, in Calabria, e le braccia aperte verso il presidente della Repubblica.
Quando ha visto Sergio Mattarella avvicinarsi tra la folla, la bambina gli è corsa incontro per abbracciarlo. Un gesto spontaneo, semplice e potente che ha sintetizzato meglio di qualsiasi cerimonia il significato della giornata: la vicinanza delle istituzioni alle persone.
Per la madre, tra fotografie e selfie, è stata un’emozione difficile da trattenere. Per il Presidente, uno dei tanti incontri che hanno trasformato il Quirinale in una casa aperta agli italiani.
La piccola diventata simbolo di speranza
Sofia è la stessa bambina che nelle scorse settimane aveva commosso il Paese durante gli Internazionali di tennis di Roma. Seguita dal reparto oncologico dell’ospedale Bambino Gesù, aveva conquistato il pubblico con la sua spontaneità.
Divenuto virale il video in cui, all’ingresso in campo, aveva gentilmente ignorato la mano tesa di Daniil Medvedev per attendere il passaggio del suo idolo, Jannik Sinner, accolto da un’esplosione di gioia.
Una scena che aveva fatto il giro del web e che ieri ha trovato un nuovo capitolo nel giardino del Quirinale.
Il Quirinale cambia volto
Nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, Mattarella ha scelto di imprimere un segnale preciso alle celebrazioni. Per questa edizione è stato infatti sospeso il tradizionale ricevimento serale del 1° giugno, appuntamento che storicamente riuniva esponenti della politica, dell’economia e delle istituzioni. Al suo posto, il Quirinale ha aperto i cancelli a circa 1.500 persone, tra bambini, anziani, associazioni e cittadini considerati più fragili. Una scelta che riflette l’obiettivo indicato dallo stesso Capo dello Stato: “Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini”.
“Resisti Presidente”: il messaggio degli italiani
Per tutta la mattinata Mattarella ha camminato tra gli ospiti senza sottrarsi agli incontri. Ha stretto centinaia di mani, ascoltato storie personali, raccolto ringraziamenti e incoraggiamenti. Tra le frasi più ripetute, una in particolare: “Resisti Presidente”. Un riconoscimento al ruolo svolto durante un decennio segnato da emergenze sanitarie, crisi economiche e tensioni internazionali. L’atmosfera informale ha restituito l’immagine di una Presidenza sempre più orientata al contatto diretto con il Paese reale.
La Repubblica in piazza
Le celebrazioni del 2 giugno proseguiranno con il tradizionale omaggio all’Altare della Patria e la rivista militare ai Fori Imperiali. Nel pomeriggio il Presidente dialogherà con alcuni studenti sul significato della Repubblica a ottant’anni dalla sua nascita. Gran finale in Piazza del Quirinale con l’evento televisivo “I volti della Repubblica”, trasmesso in diretta Rai e seguito da ventitré città italiane attraverso maxi-schermi allestiti nelle piazze. Sul palco si alterneranno protagonisti della cultura, dello spettacolo e dello sport, da Roberto Bolle ad Annalisa, da Gianni Morandi a Paola Cortellesi, fino ai campioni Federica Brignone, Alessandro Del Piero e Bebe Vio.
Ma, alla fine, il volto che più di tutti resterà impresso in questa vigilia della Festa della Repubblica è quello di una bambina arrivata dalla Calabria. Perché a volte la storia delle istituzioni passa anche attraverso un semplice abbraccio.









