La sanità calabrese finisce nuovamente al centro del dibattito politico e sociale a causa di gravi criticità organizzative che colpiscono direttamente i pazienti più vulnerabili. L’affondo arriva dal consigliere regionale Ernesto Alecci, che fotografa una realtà territoriale segnata da disservizi cronici e scelte burocratiche penalizzanti per i malati cronici, a partire dalla situazione riscontrata nel Crotonese, dove un servizio essenziale attivo da oltre un decennio è stato improvvisamente interrotto.
Alecci ha espresso duramente il proprio punto di vista sulla gestione del settore: “Basta girare per i territori quotidianamente per comprendere le conseguenze delle inefficienze e dei disservizi. Non è sufficiente progettare grandi ospedali o dire che i medici non vogliono lavorare in Calabria. Dietro le luci della ribalta, c’è la vita delle persone che si scontra con l’incapacità di organizzare la Sanità sui territori”.
Il consigliere ha poi argomentato nel dettaglio le ragioni della sua denuncia, ripercorrendo le tappe di un viaggio ispettivo nato dalle segnalazioni dei cittadini: “Sono convinto da sempre che solo vivendo la quotidianità dei pazienti calabresi e delle loro famiglie sia possibile comprendere quanto sia grave il ritardo della nostra Sanità. Gestire il sistema sanitario in Calabria non vuol dire solamente pensare alla costruzione dei grandi ospedali o trincerarsi dietro la mancanza di medici che non vogliono venire a lavorare nella nostra regione. Ma vuol dire essere vicino alle tante esigenze delle persone nei vari territori, non abbandonarle a loro stile in momenti già difficili della loro vita. Ogni giorno ricevo diverse segnalazioni di associazioni, comitati e cittadini che vivono sulla propria pelle le conseguenze delle inefficienze e dei disservizi, cercando di dare loro sempre il massimo ascolto, evidenziando le problematiche e suggerendo possibili soluzioni, sebbene dai banchi della minoranza. E anche oggi, rispondendo alle segnalazioni dei cittadini, come loro, ho vissuto UN ALTRO GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA. Sono partito in direzione Crotone dove, come già evidenziato qualche settimana fa, presso l’Ospedale San Giovanni di Dio è stato sospeso dall’Asp, dopo oltre 10 anni di attività, il trattamento utile a rimuovere il sangue falcemico dal corpo umano. Una terapia imprescindibile per i malati di Anemia Falciforme per prevenire crisi vaso-occlusive devastanti, dolori cronici, ictus o infarti. L’Asp di Crotone, dopo la sospensione del servizio, ha comunicato la prossima attivazione di un servizio navetta per l’Ospedale di Catanzaro dove i pazienti potranno sottoporsi al trattamento. Ma ciò significherebbe viaggiare per più di un’ora all’andata e al ritorno e sostare per circa due ore e mezza presso l’Ospedale di Catanzaro, senza considerare le difficoltà per chi proviene dai Comuni della provincia, o il traffico estivo della statale 106. I malati cronici che soffrono di questa patologia non hanno scelta, per la loro vita hanno bisogno di questo trattamento e devono essere curati vicino casa, al di là di vincoli burocratici o organizzativi”.
Allarme assistenza per i minori con disturbo dello spettro autistico
L’emergenza non si limita alle patologie ematiche, ma si estende alle prestazioni neuropsichiatriche e riabilitative dedicate all’infanzia. Al rientro dalla provincia crotonese, l’esponente della minoranza in Consiglio regionale ha intercettato il forte disagio di numerosi nuclei familiari, preoccupati per l’improvvisa interruzione dei percorsi terapeutici destinati a bambini e ragazzi autistici, provocata da carenze nella pianificazione dei turni e dei contratti del personale specializzato.
Il quadro delineato da Alecci mette in luce il forte contrasto tra la gestione amministrativa e i bisogni reali delle famiglie: “Di rientro da Crotone ho ricevuto la telefonata di alcune famiglie allarmate per il prosieguo delle terapie dei loro bambini e ragazzi autistici a causa della mancata programmazione per la sostituzione di terapisti e psicologi. Famiglie che si sentono abbandonate e rischiano di veder buttar al vento mesi e anni di terapie solo perché non si riesce a garantire loro una continuità terapeutica quotidiana, necessaria e fondamentale per situazioni di questo tipo. Non è possibile! Non è giusto! Dietro al fantastico mondo che ci racconta il Presidente Occhiuto, dove va tutto bene, questa è la realtà quotidiana che vivono i cittadini calabresi, vittime dell’incapacità di organizzare la Sanità sui territori. Dietro le luci della ribalta, c’è la vita delle persone”.









