È un viaggio dentro il dolore e la resilienza femminile quello ospitato al Museo del Presente di Rende, dove è stata inaugurata la mostra fotografica “Women for Women against Violence”, progetto che intreccia due grandi emergenze sociali: la violenza di genere e il tumore al seno. Un’esposizione che non si limita alla denuncia dell’evento traumatico, ma punta i riflettori soprattutto su ciò che segue: il “dopo”, fatto di fragilità, solitudine e difficoltà economiche e sanitarie.
Un racconto per immagini tra ferite e sopravvivenza
La mostra, aperta fino al 27 giugno, nasce da un progetto ideato da Donatella Gimigliano e raccoglie 21 ritratti di grande formato realizzati dalla fotografa Tiziana Luxardo. Il percorso visivo unisce due esperienze diverse ma accomunate da una stessa condizione: la sopravvivenza dopo un trauma. Da un lato le donne colpite da violenza, dall’altro le pazienti oncologiche, in un racconto che mette al centro il corpo ferito e la sua capacità di resistere.
Le testimonianze: “Il sistema ci lascia sole dopo il trauma”
Tra le voci più forti emerse nel corso dell’inaugurazione quella di Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un grave tentativo di femminicidio. “Le istituzioni ci abbandonano”, ha denunciato Rositani, evidenziando le difficoltà legate al riconoscimento delle cure necessarie dopo le lesioni subite. “Le nostre storie sono come un terremoto: l’impatto si sente dopo”, ha aggiunto, sottolineando il peso della solitudine post-trauma.
Accanto a lei anche Filomena Lamberti, che ha raccontato la precarietà economica e sanitaria vissuta dopo l’aggressione. “Vivo con una pensione sociale che non basta a coprire la metà del mese”, ha spiegato, mettendo in evidenza il problema della cosiddetta “tossicità economica” che colpisce molte sopravvissute.
Violenza e malattia: due ferite che si intrecciano
Nel progetto espositivo, la violenza di genere viene affiancata alla malattia oncologica come due forme diverse ma parallele di trauma. “Molte di queste donne non vivono, sopravvivono”, ha affermato la curatrice Donatella Gimigliano, sottolineando come l’esperienza personale del tumore al seno abbia contribuito a costruire il progetto.
L’iniziativa ha inoltre lanciato un appello alle istituzioni, evidenziando la necessità di un sistema di tutela più efficace per chi affronta contemporaneamente malattia e fragilità economica.









