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7 Giugno 2026
7 Giugno 2026
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Il pasticciaccio di Vibo Marina, la corsia di emergenza che cancella i parcheggi: misura necessaria o scelta sproporzionata?

Il Piano di emergenza esterna per Meridionale Petroli prevede cordoli, semafori e una corsia permanente su Via Amerigo Vespucci. Ma dai documenti emergono domande pesanti su scenari di rischio, proporzionalità e notifica di discesa sotto soglia Seveso

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Non abbiamo particolari competenze tecniche in materia di rischio industriale. Non siamo ingegneri della sicurezza, né pretendiamo di sostituirci al Comitato Tecnico Regionale o agli altri enti competenti. Abbiamo però provato a fare una cosa semplice: leggere i documenti disponibili, confrontarli tra loro e comparare la situazione di Vibo Marina con altre realtà italiane soggette alla normativa Seveso. Il risultato non è una perizia. È una ricostruzione giornalistica, fondata su documenti, che solleva una domanda precisa: la corsia di emergenza permanente prevista su Via Amerigo Vespucci è una misura tecnicamente necessaria oppure una scelta viabilistica sproporzionata rispetto agli scenari di rischio effettivamente rappresentati?

Cos’è uno stabilimento Seveso di soglia inferiore

Meridionale Petroli S.r.l. è indicata come stabilimento Seveso di soglia inferiore. Uno stabilimento Seveso di soglia inferiore è un impianto che detiene sostanze pericolose — benzina, gasolio, GPL, prodotti chimici o altre sostanze rilevanti — in quantità superiori a una prima soglia prevista dal D.Lgs. 105/2015, ma inferiori alla soglia più elevata prevista per gli stabilimenti di soglia superiore. Il recente Piano di Emergenza Esterna predisposto dalla Prefettura di Vibo Valentia conferma che lo stabilimento è assoggettato alla normativa Seveso per la presenza di benzina e gasolio. Il Piano indica una zona di “sicuro impatto” fino a circa 24 metri, una “zona di danno” fino a circa 32 metri e una più ampia zona di attenzione fino a 500 metri. Questa ultima zona serve soprattutto alla pianificazione dei soccorsi, dell’informazione alla popolazione e delle misure di protezione civile.

Il punto centrale: i parcheggi sono nella zona di danno?

Via Amerigo Vespucci e l’area dei parcheggi sono comprese nel Piano di Emergenza Esterna. Ma questo non significa automaticamente che l’intera area ricada nella zona di danno più grave. Al contrario, dal PEE emerge un dato decisivo: la zona di sicuro impatto e la zona di danno risultano interne allo stabilimento. La corsia di emergenza lungo Via Amerigo Vespucci è quindi fondata soprattutto sull’esigenza di garantire l’accessibilità e il transito dei mezzi di soccorso, non sull’inclusione di tutta l’area dei parcheggi nella zona di danno diretto derivante dagli scenari incidentali. In altre parole: il sacrificio dei parcheggi appare collegato alla logistica dell’emergenza, non alla presenza di curve di danno che investano direttamente tutta la sede stradale o gli stalli di sosta.

Il piano di emergenza esterno di MP che appare e scompare

Un primo elemento anomalo riguarda le informazioni pubbliche presenti sul Portale Seveso. Nell’ultima informazione ambientale disponibile, Meridionale Petroli non fornisce alcuna informazione nella sezione relativa agli “scenari incidentali con impatto all’esterno dello stabilimento”. La scheda pubblica Seveso, prevista dagli articoli 13 e 23 del D.Lgs. 105/2015, è destinata ai cittadini. Il PEE la richiama come fonte informativa. Se dunque esistono scenari con impatto esterno, non è chiaro perché nella più recente informazione pubblica non compaiano più. Invece, nelle precedenti schede Seveso (2019 e 2020), la Sezione L era compilata. In particolare, nella scheda storica risultavano indicati due scenari: un incendio da pozza a seguito di rilascio di benzina e uno sversamento di benzina e gasolio con dispersione di vapori. Per lo scenario incendio si parlava di irraggiamento termico con coinvolgimento limitato alla zona esterna circostante i confini dello stabilimento e di possibile ricaduta di fuliggine e aerosol dovuta ai fumi dell’incendio. Per lo scenario rilascio, invece, era precisato che non vi erano effetti fuori dai confini dell’impianto. Questo significa che, almeno fino a quella notifica, Meridionale Petroli non dichiarava l’assenza assoluta di scenari esterni. Dichiarava effetti esterni limitati, immediatamente prossimi al perimetro dello stabilimento.

Il ruolo del CTR

Primo dato certo: nella documentazione Seveso pubblica più recente non vengono illustrati scenari esterni; anche nel PEE si afferma che le aree di danno restano interne; però si impone una corsia esterna permanente e si sacrifica una quota importante della sosta lungo Via Amerigo Vespucci. Sia chiaro: il Comitato Tecnico Regionale non inventa gli scenari. Il gestore elabora le analisi di rischio, indica gli scenari, descrive sostanze e impianti. Ma il punto è proprio questo: quale documento tecnico del gestore è stato esaminato dal CTR per arrivare alla conclusione che la zona di danno resta interna allo stabilimento? E quale documento tecnico ha poi giustificato una misura esterna permanente così invasiva? Questa domanda non mette in discussione la sicurezza. Mette in discussione la proporzionalità della misura.

La funzione reale di Via Amerigo Vespucci

Un altro allegato del PEE spiega il modello di intervento sul luogo dell’incidente rilevante. Qui si capisce meglio il ruolo di Via Amerigo Vespucci. Il documento distingue la zona di rischio dalla zona di supporto alle operazioni. In quest’ultima sono collocati il PCA, il PMA, le aree di ammassamento e i corridoi di ingresso e uscita dei mezzi di soccorso. Il PCA/PMA viene individuato presso il distaccamento nautico dei Vigili del Fuoco, in Via Amerigo Vespucci, a circa 200 metri dal cancello di uscita delle autobotti. La strada viene quindi qualificata come snodo operativo per i mezzi di soccorso. Da qui la conclusione: Via Amerigo Vespucci non risulta sacrificata perché ricade nelle curve di danno Seveso, ma perché viene usata come corridoio operativo per ingresso e uscita dei soccorsi.

Il PEE non si limita a prevedere una strada da chiudere in caso di emergenza. Prevede una vera trasformazione fisica della viabilità. Una corsia di emergenza riservata esclusivamente ai mezzi di soccorso, delimitata da cordoli stradali fissi continui, con altezza superiore a 15 centimetri, sormontati da birilli. La corsia avrà larghezza di 3,50 metri e sarà dotata di impianto semaforico per regolare il senso unico alternato. La base giuridica immediata richiamata dal PEE è l’articolo 6, comma 7, del Codice della Strada. Si tratta quindi di una misura viabilistica, adottata per motivi di sicurezza e in attuazione del PEE.

Questo dettaglio è fondamentale. Il problema non è negare l’esistenza del rischio industriale. Il problema è capire se la soluzione viabilistica scelta sia proporzionata agli scenari di rischio effettivamente modellati. L’analisi di rischio (del 2022) le tavole di irraggiamento e le tavole delle conseguenze incidentali, tutti allegati del PEE, non mostrano un nesso diretto tra curve di danno e cancellazione permanente dei parcheggi. La seconda domanda è quindi: esiste uno studio tecnico che dimostri che una corsia segregata di 3,50 metri debba estendersi lungo tutto il tratto di Via Amerigo Vespucci e non soltanto in prossimità del varco autobotti e dell’ingresso dei mezzi di soccorso?

Il precedente PEE del 2018

Esiste anche un precedente Piano di Emergenza Esterna del 2018, approvato dalla Prefettura di Vibo Valentia l’8 febbraio 2018. Non siamo riusciti a reperirne il testo integrale. Tuttavia quel PEE risulta recepito nella pianificazione urbanistica comunale e nella tavola del PSC relativa alle aree RIR, cioè a rischio di incidente rilevante. Secondo quella tavola, il PEE 2018 individuava attorno al deposito aree con diverso livello di pericolosità: una zona più interna di impatto grave, una zona intermedia di danno e una zona più ampia di attenzione.

Dal Psc del 2020, quindi, non emergeva una previsione di corsie di emergenza permanenti con cordoli, semafori e soppressione stabile dei parcheggi. Su questo, però, occorre prudenza: non avendo trovato il testo completo del PEE 2018, non possiamo escludere che vi fossero già indicazioni operative sulla viabilità. Resta però una domanda: cosa è cambiato dal 2018 al 2026? Gli stabilimenti balneari esistevano già. Nei giorni estivi la spiaggia libera poteva già essere frequentata da centinaia di persone, con circa 300 ombrelloni. La pressione turistica, il traffico sul lungomare e la vicinanza tra deposito e mare non sembrano elementi nati nel 2026. Se questi elementi esistevano già, occorre capire quale nuova istruttoria, quale nuovo scenario o quale nuova valutazione abbia portato alla scelta di una corsia permanente.

Il confronto con altri stabilimenti Seveso

Abbiamo poi comparato la situazione di Meridionale Petroli con alcune schede Seveso di altri gestori di soglia inferiore. In alcuni casi si tratta di impianti che, almeno per tipologia di sostanze, appaiono intrinsecamente non meno pericolosi. SOL Gas, nel comune di Cremona, tratta ossigeno liquido/gassoso e idrogeno, quindi sostanze comburenti e gas altamente infiammabili. Air Liquide, nel comune di Osoppo, produce o stocca ossigeno, sostanza che può aggravare gli incendi. Lundbeck, in ambito chimico-farmaceutico a Padova, gestisce sostanze tossiche e pericolose. Anche altri impianti di soglia inferiore presentano profili di rischio rilevanti. Eppure, dalle schede esaminate, non emerge automaticamente la presenza di misure esterne permanenti paragonabili alla corsia di Via Amerigo Vespucci. Questo conferma un punto: non è automatico che uno stabilimento Seveso di soglia inferiore comporti opere permanenti esterne, come una corsia dedicata e la soppressione dei parcheggi.

Esistono casi uguali a Vibo Marina?

Dalle verifiche effettuate su documenti pubblici e informazioni disponibili non sono emersi casi, tra quelli comparati, in cui il CTR abbia proposto e la Prefettura abbia adottato una misura analoga a quella di Via Amerigo Vespucci: corsia permanente riservata ai soccorsi, cordoli fissi, semafori e sacrificio stabile della sosta. I Piani di Emergenza Esterna prevedono normalmente zone di sicuro impatto, zone di danno, zone di attenzione, cancelli, interdizioni del traffico in emergenza, PCA, PMA, aree di ammassamento, procedure di evacuazione o riparo al chiuso. Sono misure operative da attivare in caso di incidente.

Nel caso di Vibo Marina, invece, la misura assume un carattere permanente. Questo non significa automaticamente che sia illegittima. Significa però che appare eccezionale e non tipica della pianificazione Seveso ordinaria. Non abbiamo la cartina di tutti i gestori di siti Seveso in Italia (ben 971) e quindi non possiamo escludere l’esistenza di corsie di emergenza intorno agli impianti. Ci siamo limitati a tipologie simili a quelle di MP: soglia inferiore e impatto esterno inesistente.

Il Piano regionale delle ispezioni

Un ultimo documento merita particolare attenzione: il Piano regionale triennale 2025-2027 delle ispezioni Seveso della Regione Calabria (decreto 12659 DEL 09/09/2025). A pagina 6 dell’Allegato A si legge che, sulla base delle ispezioni effettuate, non si rilevano stabilimenti che presentino un possibile effetto domino, né stabilimenti in cui rischi esterni o fonti di pericolo particolari potrebbero aumentare il rischio o le conseguenze di un incidente rilevante. È un passaggio rilevante perché il CTR è un organo collegiale presieduto dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco e composto da diversi enti, tra cui Vigili del Fuoco, ARPA, INAIL, Regione e ASP. Dunque, la Regione partecipa al sistema tecnico-istituzionale che valuta gli stabilimenti Seveso. Eppure, nel 2025 la Regione afferma che non risultano particolari rischi esterni o fattori aggravanti. Ma c’è un dato ancora più importante.

A pagina 4 del decreto si legge che la Società Meridionale Petroli, il 5 marzo 2025, ha trasmesso notifica di essere scesa sotto soglia e che la Commissione di Pianificazione si riserva di effettuarne la verifica. Questo è probabilmente il passaggio più interessante dell’intero decreto. Non significa che Meridionale Petroli sia già uscita dal regime Seveso. Significa però che il gestore ha notificato a ISPRA e agli enti competenti una configurazione che ritiene inferiore alle soglie Seveso e che, a settembre 2025, la Regione non aveva ancora concluso la verifica. Il dato può incidere direttamente sulla vicenda della corsia. Il PEE che stiamo analizzando è del 2026. Prevede cordoli fissi, semafori e la perdita stabile di numerosi parcheggi. Ma pochi mesi prima la Regione scriveva che Meridionale Petroli aveva notificato la discesa sotto soglia.

Da qui discendono altre tre domande: il CTR ha valutato la notifica 5036 del 5 marzo 2025? la verifica regionale sulla discesa sotto soglia è stata conclusa? il PEE 2026 è stato redatto considerando l’assetto precedente o quello notificato nel 2025? Nel settembre 2025 la Regione Calabria afferma contemporaneamente due cose: che Meridionale Petroli ha notificato la discesa sotto soglia Seveso e che, sulla base delle ispezioni effettuate, non esistono stabilimenti con particolari rischi esterni o fattori aggravanti.

Considerate queste decine di documenti, senza voler mettere in discussione il lavoro del CTR, è lecito asserire che il PEE giustifica bene l’esistenza di una pianificazione esterna e di una viabilità di soccorso ma giustifica molto meno la necessità di una corsia permanente segregata con perdita stabile dei parcheggi?

Soprattutto, quale specifica valutazione tecnica del CTR, successiva alla notifica del 5 marzo 2025 e coerente con la dichiarata discesa sotto soglia, impone la realizzazione permanente della corsia di emergenza su Via Amerigo Vespucci, nonostante le zone di sicuro impatto e di danno risultino interne allo stabilimento? Sicurezza e proporzionalità non sono concetti alternativi. Devono stare insieme.

*Le opinioni sono personali, l’autore è iscritto all’OdG, per cui fornisce notizie e non endorsement

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