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12 Giugno 2026
12 Giugno 2026
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Miele, la Calabria vola nell’apicoltura italiana: produce oltre 2.300 tonnellate l’anno e conquista il Nord

La Calabria si conferma tra le regioni leader dell’apicoltura italiana con oltre 159mila alveari e una produzione che vale l’8,4% del totale nazionale

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La Calabria consolida il proprio ruolo nel settore dell’apicoltura italiana e si piazza tra le regioni leader nella produzione di miele. I numeri del comparto, illustrati durante un incontro alla Cittadella regionale alla presenza dell’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, raccontano di una filiera in forte crescita: 2.184 aziende apistiche registrate, oltre 159mila alveari censiti e circa 2.300 tonnellate di miele prodotte ogni anno. Una produzione che rappresenta l’8,4% dell’intero comparto nazionale.

Calabria ai vertici nazionali per alveari e produzione

I dati confermano il peso sempre più rilevante della regione nel panorama italiano. La Calabria è terza in Italia per numero di alveari censiti nella banca dati nazionale apistica, seconda per numero di alveari commerciali e quarta per produzione complessiva di miele. Sul territorio regionale sono presenti oltre 7mila apiari distribuiti tra aree montane, fascia ionica e zone costiere. Le varietà più diffuse restano i mieli di sulla, agrumi, castagno, millefiori, eucalipto e melata, prodotti che negli ultimi anni hanno rafforzato la presenza calabrese nei mercati nazionali.

Il 95% della produzione viene commercializzato

Uno degli aspetti più significativi riguarda la crescita imprenditoriale del settore. Nonostante gli apicoltori calabresi rappresentino circa l’1% del totale italiano, il 95% della produzione regionale viene destinato alla commercializzazione, contro una media nazionale dell’82%. Anche la dimensione delle aziende appare superiore rispetto al resto del Paese: in Calabria ogni impresa conta mediamente circa 230 alveari contro i 90 della media italiana.

Il miele calabrese conquista il Nord Italia

Oltre il 90% del miele prodotto in Calabria viene oggi commercializzato nei mercati del Nord Italia. Parallelamente cresce anche la presenza delle aziende calabresi nelle principali fiere nazionali e internazionali, con l’obiettivo di aprire nuovi sbocchi commerciali all’estero.Secondo gli operatori del comparto, la qualità del prodotto e la biodiversità del territorio stanno contribuendo a rafforzare il marchio del miele calabrese anche fuori regione.

Gallo: “Filiera strategica per biodiversità ed economia”

L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha sottolineato la forte evoluzione del sistema mellifero calabrese. “Sono aumentate le produzioni, il numero degli alveari e la capacità dei produttori di valorizzare il miele attraverso l’invasettamento e la commercializzazione diretta”, ha dichiarato. Secondo Gallo, la Regione investe ogni anno circa 3 milioni di euro nel comparto tra fondi ministeriali e programmazione europea. “L’apicoltura rappresenta una delle migliori espressioni della biodiversità calabrese”, ha aggiunto.

Boom di richieste per i finanziamenti regionali

Numeri in crescita anche sul fronte dei sostegni pubblici. Il nuovo intervento Sra18 del Complemento di sviluppo rurale 2023-2027 ha registrato quasi il doppio delle richieste rispetto alla precedente programmazione. Sono state presentate 393 domande di sostegno, con 336 beneficiari finanziati e circa 93mila alveari coinvolti nei programmi regionali. Un incremento superiore al 34% rispetto al passato.

Un comparto sempre più organizzato e competitivo

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il rafforzamento organizzativo del settore grazie alla collaborazione tra associazioni di categoria e al riconoscimento dell’Organizzazione dei produttori Apica. Secondo il dirigente regionale Giovanni Pondullo, oggi in Calabria operano circa 750 aziende capaci di produrre reddito in modo stabile, all’interno di un sistema sempre più orientato alla qualità, alla trasformazione e alla commercializzazione del prodotto.

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