29 Giugno 2026
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Spari in discoteca a Sangineto, è caccia all’uomo. I carabinieri setacciano i video della videosorveglianza

Proseguono a ritmo serrato le indagini coordinate dalla Procura di Paola dopo il ferimento di due giovani all'interno del locale sul Tirreno. Gli investigatori analizzano i filmati interni ed esterni e collaborano con la magistratura di Cosenza per risalire al movente

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Prende quota l’attività investigativa per fare piena luce sulla sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi all’interno di una nota discoteca di Sangineto, centro balneare situato lungo il litorale tirrenico cosentino. I carabinieri della Compagnia di Scalea, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola, stanno concentrando i propri sforzi per identificare il responsabile che ha esploso molteplici colpi d’arma da fuoco, verosimilmente una pistola, indirizzandoli verso un capannello di ragazzi e provocando il ferimento di due giovani agli arti inferiori.

Il fulcro delle attività d’indagine è attualmente focalizzato sulla meticolosa visione e sull’incrocio dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza. Gli inquirenti stanno passando al setaccio i nastri sia delle telecamere interne alla sala da ballo, sia di quelle perimetrali e stradali posizionate all’esterno della struttura, alla ricerca di un frame o di un dettaglio utile a dare un volto all’autore del gesto e a tracciarne la successiva via di fuga.

Il coordinamento tra Procure e la ricerca del movente

L’inchiesta giudiziaria sta assumendo una portata più ampia, superando i confini del circondario della costa tirrenica per scavare nel contesto relazionale delle vittime. Il procuratore capo di Paola, Domenico Fiordalisi, ha formalmente confermato che i rilievi e gli accertamenti sul caso proseguono anche “con altra autorità giudiziaria”.

Il riferimento istituzionale conduce con ogni probabilità alla Procura della Repubblica di Cosenza, una convergenza dettata dal fatto che entrambi i giovani rimasti feriti risultano stabilmente residenti nel capoluogo d’oltrecampagnano. Questo secondo binario investigativo punta a scandagliare i profili, le frequentazioni e il passato dei due ragazzi al fine di isolare elementi utili a ricostruire la genesi del raid. Al momento, infatti, l’esatta natura e il movente dell’aggressione armata rimangono avvolti nel massimo riserbo, senza che sia stata formulata una pista d’azione privilegiata.

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