29 Giugno 2026
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Minasi (Lega) rilancia: “Il ponte sullo Stretto sarà la nostra piramide moderna nel Mediterraneo”

La senatrice elogia la portata internazionale dell'opera dopo il parallelismo dell'egittologo Zahi Hawass con i monumenti di Giza. Dal Mit guidato da Salvini una visione strategica

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Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina assume una dimensione di rilievo globale, incassando il prestigioso avallo del mondo della cultura internazionale e superando i confini del dibattito strettamente locale. A rilanciare la centralità strategica dell’infrastruttura è la senatrice reggina della Lega, Tilde Minasi, la quale evidenzia come l’opera sia ormai considerata un punto di svolta non solo per il Mezzogiorno, ma per l’intera geopolitica dei trasporti.

“Le recenti e straordinarie affermazioni del più celebre archeologo ed egittologo al mondo, Zahi Hawass, che ha paragonato l’importanza del ponte sullo Stretto di Messina a quella delle leggendarie piramidi di Giza, spazzano via ogni polemica ideologica: siamo di fronte a un’opera destinata a entrare di diritto nella storia dell’umanità e a ridefinire gli equilibri geopolitici ed economici dell’intera area euro-mediterranea”.

“Quando un’autorità culturale internazionale del calibro del professor Hawass riconosce nel ponte un’opera fondamentale ed epocale per connettere stabilmente la Sicilia al resto del continente trova piena conferma la straordinaria visione strategica che la Lega e il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini stanno portando avanti. Questo progetto non è una semplice infrastruttura locale, ma un’opera dal ruolo internazionale immenso, un catalizzatore di attenzione globale che sta già attraendo l’interesse dei grandi player mondiali, come confermato anche dal recente entusiasmo manifestato dal Giappone”.

L’impatto occupazionale, lo sviluppo logistico e i benefici ambientali

Al di là del valore ingegneristico e simbolico, l’infrastruttura si candida a diventare il principale motore di crescita economica per la Calabria e la Sicilia. I flussi occupazionali previsti e l’indotto generato dai futuri cantieri rappresentano una risposta concreta alle necessità di stabilizzazione professionale dei territori interessati, offrendo una reale alternativa all’emigrazione giovanile.

“Parliamo del più imponente piano di sviluppo occupazionale ed economico mai visto nel Mezzogiorno. Le oltre 45mila manifestazioni di disponibilità al lavoro giunte in pochissimi giorni dimostrano la fame di futuro e di riscatto del nostro territorio. Il ponte genererà migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti per ingegneri, tecnici e imprese locali, offrendo finalmente ai nostri giovani la reale opportunità di rimanere e investire nella propria terra, contrastando lo spopolamento. Sarà inoltre il fulcro per il definitivo decollo dell’alta velocità ferroviaria in Calabria e Sicilia, un volano formidabile per il turismo internazionale e per la logistica delle merci nel Mediterraneo, garantendo al contempo un enorme beneficio ambientale grazie all’abbattimento delle emissioni inquinanti causate oggi dal traghettamento continuo”.

Il percorso dei cantieri e lo scontro con le opposizioni

La tabella di marcia per l’avvio dei lavori prosegue lungo i binari normativi stabiliti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, respingendo i tentativi di rallentamento politico messi in atto dalle minoranze parlamentari. La determinazione della maggioranza punta alla rapida apertura della fase realizzativa per non perdere i vantaggi competitivi legati ai finanziamenti e all’interesse dei mercati esteri.

“Di fronte a una sanzione storica e ingegneristica di questa portata l’opposizione preconcetta e i costanti tentativi di sciacallaggio politico da parte della sinistra appaiono minuscoli e anacronistici. Il percorso tecnico e finanziario sta procedendo in modo lineare, spedito e trasparente. Non c’è più un solo minuto da perdere: abbiamo il dovere e la determinazione di far partire i cantieri al più presto. Il futuro di Reggio Calabria, della Sicilia e dell’intero Paese non può essere rallentato da chi sa dire solo ‘no'”.

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