Roberto Occhiuto non usa giri di parole per definire la crescita nei sondaggi del generale Roberto Vannacci. A margine dell’evento di Assolombarda a Milano, sul tema “Tornare a crescere. La sfida della produttività”, il presidente della Regione Calabria risponde in modo netto a chi gli chiede se l’eurodeputato rappresenti un pericolo per la coalizione.
“Forse è un problema per il Paese, perché Vannacci parla agli arrabbiati, parla ai populisti, parla a quelli che non cerca una soluzione”, dichiara l’esponente di Forza Italia.
Per il governatore azzurro si tratta di un evidente “salto nel passato”, mentre il dibattito attuale dovrebbe concentrarsi su futuro e innovazione.
“Vannacci non credo abbia una sola ricetta realmente praticabile per i problemi del Paese”, incalza Occhiuto, lanciando un monito chiaro alla propria coalizione: “È evidente che il centrodestra deve evitare di inseguirlo e deve invece competere sul lato delle riforme, sul lato delle iniziative liberali”.
Il rilancio di Forza Italia e la lezione di Berlusconi
Il governatore sposta poi l’attenzione sullo stato di salute del suo partito, definendolo “ancora vivo e vegeto al di là delle cronache giornalistiche che a volte lo dipingono come litigioso”. Occhiuto riconosce i meriti della leadership attuale ma chiede un cambio di passo identitario: “Forza Italia è abituata ai miracoli. Il primo lo fece Berlusconi quando la creò, un piccolo miracolo lo ha fatto anche Tajani perché molti pensavano che scomparisse”.
La chiave per il futuro, secondo il presidente calabrese, sta nel recuperare e attualizzare la strategia economica del fondatore. “Berlusconi toglieva intere tasse, non rimodulava le soglie dell’Irpef”, sottolinea Occhiuto, criticando l’efficacia comunicativa delle recenti misure fiscali. “Spendiamo 7 miliardi all’anno per coprire le giuste rimodulazioni e molti cittadini non sanno neanche quanto pagano di Irpef”, osserva il governatore.
La proposta shock: abolire il bollo auto
Per ritrovare la spinta propulsiva delle origini, Occhiuto lancia una proposta economica di forte impatto, una vera e propria “bandiera” elettorale. “Mentre il centrosinistra parla di patrimoniale, perché il centrodestra non cancella una piccola patrimoniale che pagano tutti, anche le famiglie più povere se hanno un’automobile: il bollo auto?”.
L’idea prevede di ristorare interamente le Regioni che attualmente incassano la tassa. Secondo il governatore, l’operazione “costerebbe meno delle manovre fatte sull’Irpef e sarebbe una bandiera facilmente riconoscibile dagli elettori”.
Nel corso della giornata milanese, Occhiuto ha comunque escluso categoricamente un incontro con Marina Berlusconi, liquidando la questione con un secco: “Non è previsto”.
L’apertura ai moderati e le consonanze con Calenda
L’obiettivo strategico resta quello di occupare stabilmente il centro dello scacchiere politico, intercettando i delusi della sponda opposta. “Nel centrodestra va rafforzata l’area riformista, capace di attrarre gli elettori moderati che non si riconoscono più nel centrosinistra”, spiega il presidente della Calabria, che vede nel radicalismo dell’opposizione una prateria politica per i moderati.
Questa visione porta il governatore a confermare una forte sintonia con il leader di Azione.
“Anche io ho molte consonanze con Calenda, così come le ha Forza Italia. C’è la necessità di rafforzare nella politica italiana l’ala più riformista”. Un’area che, secondo Occhiuto, deve accogliere tutti quei “socialisti, riformisti e liberali” in fuga da un centrosinistra ritenuto ormai troppo radicale.










