24 Ottobre 2026
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Agricoltori in protesta, Stasi sfida Meloni e Occhiuto: “Se sono criminali, ci costituiamo tutti”

Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, attacca duramente il governo nazionale e la Giunta Occhiuto dopo le polemiche sulle presunte infiltrazioni criminali nelle proteste degli agricoltori calabresi

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“Se gli agricoltori che protestano pacificamente e dignitosamente vengono trattati da criminali dal Governo, allora la risposta sarà che ci costituiamo tutti”. È un attacco frontale quello del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che interviene sulle polemiche relative alle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nelle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori in Calabria. Il primo cittadino respinge le generalizzazioni sui manifestanti e punta il dito contro il governo di Giorgia Meloni e la Giunta regionale di Roberto Occhiuto, accusandoli di non aver fornito risposte adeguate alla crisi provocata dall’aumento dei costi del carburante e dell’energia.

Stasi contro il governo: “Dichiarazioni squinternate, il centrodestra è distante dalla realtà”

“La sequela di dichiarazioni squinternate da parte di ministri ed altri esponenti del Governo su presunte infiltrazioni criminali tra gli agricoltori del Mezzogiorno dimostrano il distacco dalla realtà del centrodestra e la totale incapacità di gestire i problemi dei settori produttivi”. Stasi non usa mezzi termini per contestare le dichiarazioni di alcuni rappresentanti dell’esecutivo sulle mobilitazioni agricole. Secondo il sindaco, il dibattito politico si sarebbe spostato dalle difficoltà economiche delle aziende ai sospetti sulla presenza di soggetti legati alla criminalità, rischiando di delegittimare chi manifesta per difendere il proprio lavoro.

“Li ho guardati negli occhi: altro che criminali, ho visto la disperazione”

Il sindaco rivendica di aver incontrato personalmente gli agricoltori in quasi tutti i presìdi della provincia di Cosenza. “Ho incontrato queste persone in quasi tutti i presidi della Provincia, le ho guardate negli occhi. Altro che criminali: ho visto la disperazione di chi lavora dall’alba e non riesce più a coprire le spese”. Una testimonianza con cui Stasi descrive le difficoltà di chi lavora nei campi e deve fare i conti con il caro gasolio agricolo, l’aumento delle spese energetiche e la crescente pressione sui bilanci delle imprese. “Questa gente meritava attenzione mediatica e rispetto istituzionale, non ignobili insinuazioni”, aggiunge il primo cittadino, chiedendo maggiore attenzione alle ragioni economiche della protesta.

Presunte infiltrazioni mafiose, la polemica sulla frase “Non siamo a Bolzano”

Nel mirino del sindaco finiscono anche le espressioni utilizzate da alcuni esponenti del governo nel commentare le manifestazioni. “Sentire ministri evocare genericamente infiltrazioni, casellari giudiziari o affermazioni come ‘non siamo a Bolzano’, palesemente discriminatori nei confronti del Sud, è intollerabile”. Per Stasi, il richiamo a possibili infiltrazioni criminali senza distinguere le eventuali responsabilità individuali dalla partecipazione pacifica alle proteste rischia di alimentare pregiudizi nei confronti del Mezzogiorno. Resta naturalmente compito delle autorità competenti verificare eventuali condotte illecite, ma le ipotesi investigative non possono essere considerate una prova di responsabilità collettiva degli agricoltori.

Caro carburanti, Stasi: “Gli agricoltori non devono dimostrare alcuna innocenza”

Il cuore della contestazione riguarda le politiche economiche del governo nazionale e della Regione Calabria. “Gli agricoltori e gli autotrasportatori calabresi non devono dimostrare alcuna innocenza, sono i Governi Nazionale e Regionale che devono dimostrare di avere uno straccio di strategia per calmierare il prezzo del carburante e dell’energia, dimostrazione che finora è clamorosamente fallita”. Secondo il sindaco, la priorità dovrebbe essere affrontare l’aumento dei costi di produzione e trasporto, che mette in difficoltà soprattutto le aziende agricole di dimensioni medio-piccole. Stasi chiede interventi concreti sul prezzo del carburante e dell’energia, contestando quella che considera l’assenza di una strategia efficace per sostenere i comparti produttivi calabresi.

L’affondo contro Meloni e Lollobrigida: “Se non sapete dare risposte, andate a casa”

La critica si trasforma in una richiesta esplicita di responsabilità politica. “Se non si è in grado di dare risposte, piuttosto di screditare padri e madri di famiglia che si spaccano la schiena e giovani che lottano per restare e lavorare nella propria terra, si vada a casa lasciando il governo di questo momento delicato a chi quanto meno vive sulla terra e non nell’iperuranio di Meloni e Lollobrigida”. Il riferimento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida è diretto. Stasi accusa l’esecutivo di essere distante dalla realtà quotidiana degli agricoltori e di non aver individuato soluzioni adeguate per contrastare la crisi del settore.

Stasi attacca anche Occhiuto: “Agricoltura usata come bacino di voti, nessuna riforma strutturale”

Le accuse del sindaco non risparmiano la Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto. “Vale anche per la Giunta Occhiuto, che ha usato in questi anni l’agricoltura come bacino di voti da spremere senza esprimere nessuna riforma strutturale, nessun investimento nell’innovazione, nessun intervento a tutela del valore del prodotto e del produttore medio-piccolo”. Un giudizio politico particolarmente duro, con cui Stasi contesta le scelte della Regione in materia agricola. Secondo il primo cittadino, il comparto avrebbe bisogno di investimenti nell’innovazione, riforme strutturali e misure a tutela dei piccoli e medi produttori, per evitare che l’aumento dei costi comprometta ulteriormente la sostenibilità economica delle aziende.

“Se gli agricoltori sono criminali, ci costituiamo tutti”: la sfida del sindaco

È nella parte conclusiva della dichiarazione che Stasi lancia la provocazione più forte. “Se gli agricoltori che protestano pacificamente e dignitosamente vengono trattati da criminali dal Governo, allora la risposta sarà che ci costituiamo tutti, con la stessa dignità e decisione degli agricoltori”. Un’espressione di sfida politica con cui il sindaco intende manifestare la propria vicinanza ai lavoratori impegnati nei presìdi, non l’annuncio di un’iniziativa giudiziaria. Stasi rivendica inoltre la scelta di sostenere apertamente le mobilitazioni: “Noi siamo stati a loro fianco non per solidarietà, ma per sostegno politico. Dopo questa ignobile campagna di sospetto, siamo ancora più convinti di restare al loro fianco”.

Proteste degli agricoltori in Calabria, cresce lo scontro politico sul caro gasolio

Le parole di Flavio Stasi alimentano il confronto politico sulle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori calabresi, diviso tra le richieste di interventi economici e le polemiche sulle presunte infiltrazioni criminali. Da una parte ci sono le difficoltà denunciate dalle categorie produttive, alle prese con l’aumento del prezzo del gasolio e dell’energia; dall’altra, le questioni legate alla sicurezza e alle eventuali responsabilità individuali, che richiedono accertamenti specifici. Il sindaco di Corigliano-Rossano sceglie di schierarsi senza esitazioni dalla parte dei manifestanti e chiede al governo nazionale e alla Regione di concentrarsi sulle risposte economiche. Il suo messaggio è netto: gli agricoltori che protestano pacificamente meritano ascolto e rispetto, mentre le istituzioni devono dimostrare di avere una strategia per affrontare la crisi.

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