Una forte denuncia sull’efficienza gestionale della sanità calabrese riapre il dibattito sulle risorse destinate all’abbattimento dei tempi d’attesa per visite ed esami diagnostici. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, ha depositato un’interrogazione rivolta al Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, nella sua qualità di commissario ad acta per la sanità. Al centro dell’iniziativa ispettiva vi sono le risultanze della Delibera n. 54/2026/G emessa dalla Sezione Centrale di Controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti. La magistratura contabile ha certificato la giacenza nei bilanci regionali di 16.486.276 euro di fondi statali vincolati, rimasti inutilizzati nel quadriennio compreso tra il 2022 e il 2025. Nel dettaglio, le risorse non spese ammontano a quasi cinque milioni di euro per l’annualità 2022, oltre 1,2 milioni per il 2023, più di 7,2 milioni per il 2024 e ulteriori tre milioni per il 2025, questi ultimi destinati all’incremento delle tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive per il personale sanitario.
“Mentre in Calabria i cittadini continuano a fare i conti con un’emergenza liste d’attesa intollerabile, costretti a subire attesa infinite per una visita o un esame diagnostico – spesso spinti a rinunciare alle cure o a dissanguarsi nel privato – la Regione perde e lascia inutilizzati milioni di euro destinati proprio a risolvere il problema” denuncia Elisabetta Barbuto nella premessa del suo atto normativo.
Il peggioramento delle prestazioni e i dati del monitoraggio Agenas
La contestazione della consigliera pentastellata si articola sul contrasto tra la giacenza dei capitali e le criticità operative registrate sul campo dai presidi ospedaliere e dalle aziende sanitarie locali. Il quadro delineato dalla Corte dei Conti trova infatti riscontro nelle rilevazioni del Bollettino Agenas aggiornato al 30 settembre 2026, il quale evidenzia un decremento delle prime visite e dei controlli strumentali garantiti entro i termini stabiliti dalla legge, ponendo la regione in una posizione di svantaggio rispetto ad altre realtà del Mezzogiorno.
“La magistratura contabile ha messo nero su bianco un fallimento gestionale e di programmazione inaccettabile. A fronte di questo imponente ammontare di risorse lasciate nei cassetti, il volume delle prestazioni straordinarie messe in campo si è rivelato del tutto insufficiente. A confermare il peggioramento complessivo del sistema sono d’altronde i dati recenti del Bollettino AGENAS (aggiornato al 30 settembre 2026), che evidenziano una preoccupante flessione delle prime visite e degli esami diagnostici erogati entro i tempi di garanzia, distanziando la Calabria in negativo rispetto alle altre grandi regioni del Mezzogiorno” sottolinea la consigliera regionale.
Le richieste della minoranza e l’appello a un piano straordinario
Attraverso l’interrogazione promossa in Consiglio regionale, l’esponente del M5S sollecita una mappatura dettagliata delle giocenze attribuibili a ciascuna Azienda Sanitaria Provinciale e Azienda Ospedaliera, chiedendo l’adozione immediata di un piano straordinario di rientro per le prestazioni arretrate. L’obiettivo è sbloccare la liquidità ferma nei bilanci e convertire i fondi in ore di servizio sanitario effettivo per la popolazione.
“I calabresi non possono più pagare il prezzo di un’amministrazione inefficiente – conclude Barbuto -. Vogliamo sapere quali misure urgenti si intendano mettere in campo per sbloccare e spendere fino all’ultimo centesimo di questi 16,4 milioni di euro, trasformandoli finalmente in servizi sanitari reali, prestazioni e liste d’attesa accorciate per i nostri territori”.














