Quasi sette anni di sequestro e una nuova decisione da prendere. La Prima sezione penale della Corte di Cassazione, all’udienza del 28 ottobre 2026, ha annullato con rinvio l’ordinanza che aveva respinto l’appello contro il diniego di restituzione dei beni di Maria Razionale, madre di Gregorio Gasparro, imputato nel procedimento Rinascita Scott. Gli atti tornano al Tribunale di Catanzaro, sezione per il Riesame, chiamato a un nuovo giudizio sulla richiesta difensiva. Al centro della controversia ci sono appartamenti a Vibo Valentia e San Gregorio, sottoposti a sequestro dal 19 dicembre 2019. La pronuncia riapre il confronto sulla loro restituzione, ma non dispone il dissequestro e non definisce la questione della loro effettiva riconducibilità.
La proprietaria non è imputata in Rinascita Scott
Maria Razionale non è indagata nel processo Rinascita Scott. La sua posizione è quella di terza intestataria: gli immobili risultano di sua proprietà, ma sono stati sottoposti al vincolo perché ritenuti riconducibili al figlio. Gregorio Gasparro risponde di contestazioni relative alla promozione dell’associazione di stampo mafioso, all’estorsione e alla sottrazione fraudolenta di valori. Nei suoi confronti è in corso davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro il giudizio di rinvio seguito a un separato annullamento intervenuto nell’ambito del processo Rinascita Scott. Le accuse restano sottoposte al vaglio dei giudici. La vicenda patrimoniale riguarda dunque beni intestati a una persona estranea alle imputazioni, sui quali dovrà essere nuovamente esaminata la richiesta di restituzione.
Le relazioni sui redditi e gli accertamenti urbanistici
A promuovere l’iniziativa è stato l’avvocato Diego Brancia, difensore di Razionale. Secondo la ricostruzione della difesa, il legale aveva presentato alla Corte d’Appello di Catanzaro una richiesta di revoca della confisca e restituzione dei beni, producendo relazioni reddituali e urbanistiche, insieme ad altri nuovi atti investigativi. L’istanza era stata respinta. Brancia aveva quindi impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame, contestando il rigetto e chiedendo una nuova valutazione della documentazione depositata.
Il nodo delle precedenti decisioni
Nel respingere l’appello, il Riesame aveva ritenuto le doglianze difensive inammissibili perché coperte dal giudicato, richiamando due precedenti provvedimenti, risalenti al 2020 e al 2021, già intervenuti sulla stessa materia. È contro questa decisione che la difesa ha proposto ricorso in Cassazione. Il punto controverso riguarda quindi anche la possibilità di ottenere un nuovo esame della richiesta alla luce degli elementi prodotti, nonostante le precedenti pronunce. Il solo esito dell’udienza non consente, tuttavia, di attribuire alla Suprema Corte una specifica valutazione sui singoli documenti o di ricostruire nel dettaglio le ragioni dell’annullamento.
Nuovo giudizio a Catanzaro, nessun dissequestro automatico
L’esito riportato sul Portale dei servizi telematici della Giustizia, relativo al ricorso 20039/2026, è esplicito: la Cassazione “annulla l’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro – sezione per il Riesame”. Spetterà dunque ai giudici della cautela reale pronunciarsi nuovamente. Per Maria Razionale si riapre la possibilità di ottenere la restituzione degli immobili, dopo un vincolo iniziato nel dicembre 2019. L’annullamento riguarda il provvedimento impugnato: non equivale all’accoglimento definitivo della richiesta sui beni.













