2 Novembre 2026
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Azienda Zero in Calabria, la Csa – Cisal chiede chiarezza sui fondi e una data per la contrattazione: nel mirino anche il Suem 118

Il sindacato sollecita risposte formali sulle risorse del personale del Comparto Sanità, sugli obiettivi per il 2025 e il 2026 e sull'avvio del confronto integrativo. Chiesti chiarimenti anche per i lavoratori trasferiti dalle Asp al nuovo ente regionale

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Fondi contrattuali, criteri di valutazione, obiettivi aziendali e tempi certi per l’apertura del confronto sindacale. Sono questi i punti sui quali la CSA-Cisal sollecita un intervento di Azienda Zero, chiedendo risposte documentate sulle condizioni organizzative ed economiche del personale del Comparto Sanità.

La richiesta riguarda in particolare le annualità 2025 e 2026 e si inserisce nella fase di consolidamento dell’ente, chiamato a svolgere un ruolo centrale nell’organizzazione della sanità calabrese. Per il sindacato, tuttavia, la costruzione della nuova struttura non può procedere senza garantire ai lavoratori regole conoscibili, procedure trasparenti e un sistema di relazioni sindacali definito.

A rappresentare la posizione dell’organizzazione sono Gianluca Tedesco, vicecoordinatore nazionale e responsabile territoriale del Dipartimento Regioni e Province, e Pasquale Santaguida, rappresentante sindacale aziendale.

Tedesco richiama la necessità di accompagnare il processo di riorganizzazione con indicazioni precise anche per chi opera quotidianamente nell’ente. “Azienda Zero è chiamata a dare una direzione al sistema sanitario regionale: chi vi lavora deve conoscere la propria. Chiediamo obiettivi chiari, certezza delle risorse contrattuali e un calendario per il confronto”, afferma il rappresentante sindacale.

Obiettivi 2025 e 2026, chiesti gli atti sulle valutazioni

Uno dei nodi sollevati dalla CSA-Cisal riguarda il sistema di assegnazione degli obiettivi e valutazione della performance. Secondo le segnalazioni ricevute dal sindacato, non sarebbe stata formalizzata nei confronti del personale interessato una comunicazione sufficientemente chiara dei risultati attesi, sia individuali sia collettivi, e dei parametri utilizzati per misurarli.

L’organizzazione chiede quindi di verificare la documentazione relativa al 2025 e al 2026, con particolare riferimento agli atti di assegnazione degli obiettivi, alle modalità con cui sarebbero stati comunicati ai dipendenti, ai criteri di valutazione e allo stato delle procedure.

La verifica, nelle intenzioni del sindacato, dovrebbe consentire anche di comprendere quali conseguenze possano derivare dall’eventuale mancata formalizzazione degli obiettivi sull’accesso ai meccanismi di premialità.

La CSA-Cisal non formula conclusioni preventive sulle singole posizioni lavorative, ma chiede che siano resi disponibili gli elementi amministrativi necessari per ricostruire il quadro. Il tema viene collegato direttamente alle responsabilità di programmazione e coordinamento di Azienda Zero: la riorganizzazione, secondo il sindacato, deve procedere insieme alla valorizzazione delle professionalità presenti.

Fondi del personale, la richiesta di certificazione e trasparenza

L’altro punto centrale riguarda le risorse economiche destinate ai dipendenti. La CSA-Cisal segnala che non risulterebbero ancora formalmente costituiti e certificati due strumenti fondamentali per la gestione del trattamento accessorio: il Fondo incarichi, progressioni economiche e indennità professionali e il Fondo premialità e condizioni di lavoro.

Per il sindacato è necessario conoscere la consistenza delle risorse disponibili, gli atti che ne regolano la costituzione e la certificazione, oltre ai criteri con cui dovrebbero essere distribuite.

Alla questione dei fondi si aggiunge quella della contrattazione integrativa aziendale, che, secondo quanto denunciato dall’organizzazione, non sarebbe stata ancora avviata.

La richiesta è quella di convocare il tavolo negoziale, mettere a disposizione la documentazione economica e amministrativa e definire un percorso concreto verso la sottoscrizione del Contratto collettivo integrativo.

Tedesco riconosce le difficoltà legate alla costruzione di un’organizzazione nuova, ma ritiene che queste non possano tradursi in un rinvio indefinito delle questioni che riguardano i lavoratori.

“Credo nel valore di Azienda Zero. Proprio per questo ritengo che l’attenzione ai lavoratori non possa essere rinviata a quando tutto il resto sarà a regime”, dichiara, aggiungendo: “Comprendiamo le difficoltà di costruire una nuova organizzazione, ma questo non può giustificare un’attesa senza scadenza”.

Santaguida pone invece l’accento sulla necessità di garantire condizioni uguali e procedure verificabili. “Non trattamenti di favore, ma certezza delle regole”, sottolinea. Tra le questioni richiamate figurano anche le opportunità di progressione professionale e la disponibilità di strumenti informatici aziendali adeguati alle mansioni svolte.

Suem 118, servono garanzie per il personale trasferito dalle Asp

La vertenza interessa anche i lavoratori del Suem 118 coinvolti nel trasferimento dalle Aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero.

Su questo passaggio, la CSA-Cisal chiede di definire con precisione le competenze delle amministrazioni interessate e le procedure applicabili al personale. In particolare, l’attenzione riguarda l’assegnazione degli obiettivi, i criteri di valutazione e la disciplina dei trattamenti economici.

Il trasferimento alla nuova organizzazione, secondo i rappresentanti sindacali, non deve determinare zone d’incertezza sulle responsabilità amministrative né produrre differenze non chiarite nella gestione del personale.

La richiesta è quindi quella di assicurare continuità e trasparenza, individuando in modo esplicito gli interlocutori istituzionali e le regole che accompagneranno la transizione.

L’appello ai vertici di Azienda Zero e alla Struttura commissariale

L’iniziativa della CSA-Cisal è rivolta anche ai vertici di Azienda Zero e alla Struttura commissariale, chiamati dal sindacato a intervenire per favorire un confronto istituzionale fondato su risposte verificabili e tempi definiti.

La carenza di personale che interessa il sistema sanitario regionale rappresenta, secondo Tedesco e Santaguida, un ulteriore motivo per affrontare senza ritardi le questioni contrattuali e organizzative. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’incertezza sulle condizioni di lavoro finisca per compromettere il percorso di riorganizzazione dell’ente.

I due rappresentanti ribadiscono la disponibilità al dialogo, ma chiedono che il confronto produca risultati concreti: documenti sugli obiettivi assegnati, chiarimenti sulla costituzione dei fondi e una data per l’apertura della contrattazione integrativa.

La CSA-Cisal attende ora un riscontro da parte dell’amministrazione. In mancanza di risposte e di un calendario definito, il sindacato si riserva di valutare ulteriori iniziative a tutela del personale.

La questione resta dunque aperta su tre fronti: trasparenza degli obiettivi, certezza delle risorse economiche e avvio delle relazioni sindacali. Saranno gli eventuali atti dell’amministrazione e il confronto con le rappresentanze dei lavoratori a chiarire lo stato delle procedure e i tempi delle risposte richieste.

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